Lombardia leader in Italia per multinazionali estere: traina innovazione, ricerca e crescita economica
Lombardia al vertice per attrazione di investimenti esteri: generano il 25% del valore regionale e spingono ricerca e innovazione
La Lombardia si conferma il principale polo italiano per le imprese a capitale estero, rafforzando il proprio ruolo strategico nell’economia nazionale. È quanto emerge dal nuovo rapporto presentato a Milano da Confindustria, Confindustria Lombardia e Assolombarda, che fotografa l’impatto delle multinazionali sul territorio. Con oltre 20mila unità locali attive, la regione rappresenta il cuore dell’internazionalizzazione produttiva italiana, attirando più di un terzo delle imprese estere presenti nel Paese.
Il peso economico delle multinazionali
I numeri confermano una presenza decisiva. Le imprese a controllo estero contribuiscono per oltre un quarto al valore aggiunto regionale e generano quasi il 38% della spesa in ricerca e sviluppo. Un dato che evidenzia il ruolo centrale di queste realtà non solo nella produzione, ma soprattutto nell’innovazione. Il loro contributo si traduce anche in occupazione qualificata: quasi un ricercatore su tre in Lombardia lavora infatti in aziende internazionali, con investimenti medi molto elevati per addetto nel campo della ricerca.
Milano motore dell’attrattività
All’interno della regione, è ancora una volta Milano a guidare la classifica. La Città Metropolitana concentra più della metà delle unità locali di imprese estere e genera oltre il 70% del valore aggiunto prodotto da queste aziende in Lombardia. Un ecosistema dinamico, dove grandi gruppi internazionali dialogano con PMI, startup e università, creando una rete capace di accelerare competitività e sviluppo tecnologico.
Innovazione e filiere strategiche
Le multinazionali sono protagoniste in numerosi settori chiave, dalla manifattura avanzata ai servizi ad alta intensità di conoscenza. Dieci comparti, tra industria e terziario, concentrano una quota rilevante di valore economico e occupazione, con livelli di produttività superiori alla media regionale. Le imprese estere si distinguono anche per la capacità di innovare: detengono più brevetti rispetto alle aziende italiane e sviluppano collaborazioni internazionali che rafforzano la qualità della ricerca.
Nonostante la leadership, resta spazio per migliorare, soprattutto sul fronte delle tecnologie più avanzate, dove il confronto con alcune regioni europee evidenzia un gap da colmare. La competizione internazionale, infatti, si gioca sempre più su fattori come stabilità normativa, competenze e infrastrutture. Proprio per questo, le istituzioni e il sistema produttivo puntano a rafforzare strumenti come le nuove Zone di Innovazione e Sviluppo, con l’obiettivo di attrarre ulteriori investimenti e consolidare quelli già presenti.