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Lombardia record sul lavoro: oltre 150mila occupati grazie ai percorsi regionali GOL

Oltre 290mila percorsi attivati e più di 150mila inserimenti occupazionali: Regione modello nazionale sulle politiche attive

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La Lombardia centra e supera con largo anticipo gli obiettivi fissati dal programma nazionale Garanzia Occupabilità dei Lavoratori. A sei mesi dalla scadenza prevista, la Regione ha già oltrepassato i target assegnati, confermandosi locomotiva delle politiche attive del lavoro. I numeri raccontano un risultato netto: più di 290mila persone hanno avviato un percorso di reinserimento e oltre 150mila hanno già trovato un’occupazione. Un bilancio che va oltre le aspettative iniziali e che colloca la Lombardia tra le realtà più avanzate del Paese nell’attuazione delle misure PNRR dedicate al lavoro e alla formazione.

Un modello che traina il sistema nazionale

Il dato lombardo non è solo positivo, ma strategico. I livelli raggiunti rappresentano un punto di riferimento per le Regioni che faticano a restare in linea con gli obiettivi nazionali. La crescita costante delle adesioni e la capacità di trasformare i percorsi in occasioni concrete di lavoro rendono il sistema lombardo un fattore di stabilità per l’intero impianto del programma GOL.

A Palazzo Lombardia, durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati, è emersa con chiarezza la portata del traguardo raggiunto, alla presenza del ministro del Lavoro Marina Calderone, del presidente Attilio Fontana e dell’assessore regionale Simona Tironi.

Calderone: “Oltre 1,7 milioni di persone rientrate nel mercato del lavoro”

Il ministro Calderone ha sottolineato come il programma GOL abbia segnato un cambio di passo nelle politiche del lavoro, superando una logica puramente assistenziale. «Grazie a un coordinamento reale tra Stato e Regioni e a un forte investimento sulle competenze digitali – ha spiegato – il programma ha consentito a oltre 1,7 milioni di persone di entrare o rientrare nel mercato del lavoro».

Un risultato che si riflette anche sui dati macroeconomici, con il tasso di disoccupazione nazionale sceso ai minimi storici. «Quando le istituzioni lavorano insieme – ha concluso Calderone – il Paese cresce in modo più coeso, inclusivo e competitivo».

Fontana: “Digitalizzazione e pubblico-privato hanno fatto la differenza”

Per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, i numeri certificano un modello organizzativo efficace. «La digitalizzazione dei processi ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di attesa, portandoli sotto i dieci giorni per l’accesso ai primi servizi», ha evidenziato. Un’accelerazione resa possibile anche dalla collaborazione strutturata tra pubblico e privato, che ha consentito una personalizzazione reale dei percorsi di riqualificazione. Fontana ha inoltre rimarcato l’aumento della partecipazione femminile e il ruolo centrale dei Centri per l’Impiego, rafforzati dal supporto degli operatori accreditati per la formazione specialistica.

Tironi: “Risultati eccellenti, ora guardiamo alle nuove politiche attive”

L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi ha rivendicato il peso specifico della Lombardia all’interno del programma nazionale. «I soggetti presi in carico dalla Regione rappresentano circa il 20% dell’obiettivo complessivo italiano», ha spiegato, sottolineando come oltre 113mila persone abbiano completato con successo percorsi formativi, soprattutto nei settori dei servizi, del turismo, dei trasporti e della logistica.

Ma lo sguardo è già rivolto al futuro. La Regione sta lavorando a una nuova fase delle politiche attive che prevede il coinvolgimento strutturato degli enti del Terzo Settore e l’introduzione dei “work coach”, figure dedicate ad accompagnare i cittadini lungo tutto il percorso di reinserimento lavorativo.

Dal successo di GOL alle sfide che verranno

Il programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori si conferma così uno degli assi portanti del PNRR sul fronte del lavoro, capace di coniugare efficienza dei servizi, inclusione sociale e risultati misurabili. La Lombardia, forte dei traguardi già raggiunti, si prepara ora a esportare il proprio modello, contribuendo a colmare i divari territoriali e a rafforzare l’intero sistema delle politiche attive italiane.

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