Lombardia, stipendi più alti per medici e infermieri al confine con la Svizzera: aumenti fino a 10 mila euro l’anno
Regione Lombardia vara incentivi contro la fuga di personale sanitario verso il Canton Ticino
La Lombardia prova a fermare l’emorragia di professionisti della sanità verso la Svizzera con un piano economico dedicato ai territori di frontiera. Medici e infermieri impiegati nelle aree lombarde confinanti con il territorio elvetico potranno beneficiare di un incremento salariale del 20%, misura pensata per rafforzare ospedali e servizi locali messi sotto pressione dalla concorrenza degli stipendi svizzeri. L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale agli Enti locali Massimo Sertori durante una tappa del tour istituzionale dedicato alle Aree Interne, svoltasi a Luino, in provincia di Varese.
Aumenti in busta paga: fino a 10 mila euro per i medici
Secondo quanto illustrato dalla Regione, il nuovo sistema di incentivi garantirà un aumento annuo stimato intorno ai 10 mila euro per i medici e di circa 5.400 euro per gli infermieri. L’obiettivo è rendere più competitivo il lavoro nel sistema sanitario lombardo nelle zone di confine, dove da anni molti professionisti scelgono di trasferirsi oltre frontiera attratti da retribuzioni più elevate e migliori condizioni economiche. La carenza di personale, soprattutto nei presidi territoriali più periferici, rappresenta infatti uno dei principali nodi della sanità nelle province di confine.
Come sarà finanziata la misura
Per sostenere economicamente il provvedimento, la Regione punta sul contributo dei cosiddetti “vecchi frontalieri”, ossia i lavoratori che continuano a beneficiare del precedente regime fiscale transfrontaliero.
Il meccanismo prevede una trattenuta pari al 3% dello stipendio netto. In termini pratici, su una retribuzione mensile di 4 mila euro netti il contributo ammonterebbe a circa 120 euro. Secondo l’assessore Sertori, queste risorse consentiranno di sostenere i servizi sanitari territoriali a vantaggio degli stessi lavoratori frontalieri e delle loro famiglie.
Sanità e competitività: la sfida delle aree di frontiera
La misura si inserisce in una strategia più ampia che punta a mantenere attrattivi i territori di confine, spesso esposti al rischio di spopolamento e desertificazione dei servizi. Per la Regione, garantire una rete sanitaria efficiente significa anche rafforzare la tenuta sociale ed economica di queste zone, dove la vicinanza con la Svizzera crea opportunità ma anche forti squilibri sul mercato del lavoro. Il tema riguarda in particolare province come Varese, Como e Sondrio, dove la mobilità professionale verso il Canton Ticino è storicamente elevata.
Nel corso dell’intervento, Sertori ha inoltre rivendicato il ruolo avuto dalla Lombardia nella definizione del sistema che tutela i “vecchi frontalieri”, mantenendo i diritti acquisiti fino al pensionamento. Un passaggio che, secondo l’assessore, ha contribuito a superare lo stallo istituzionale tra Italia e Svizzera sul nuovo accordo fiscale transfrontaliero.