Malattie professionali, boom di denunce in Lombardia. L’allarme della CGIL: “Emergenza sottovalutata”
Per uniformare tutele e potenziare prevenzione tramite RLS e RLST, la CGIL propone soluzioni urgenti in un seminario clou il 17 aprile a Milano
In Lombardia le denunce di patologie legate al lavoro balzano a 4.270 casi nel 2024, con un incremento del 12,4% rispetto all’anno precedente. Su queste, il 42,81% ha ottenuto riconoscimento amministrativo positivo, pari a 1.828 casi, mentre il 56,96% è stato respinto. Tale trend ascendente evidenzia un sistema di protezione frammentato, dove il via libera al risarcimento varia enormemente da provincia a provincia.
Per uniformare tutele e potenziare prevenzione tramite RLS e RLST, la CGIL propone soluzioni urgenti in un seminario clou il 17 aprile a Milano. Un’emergenza sommersa che colpisce soprattutto uomini ma in crescita tra le donne, con picchi nel settore edile e rischi da AI.
Disparità territoriali e sfide del riconoscimento
La grande forbice negli esiti positivi – da 80 su 140 a Lecco fino a 53 su 196 a Cremona – denuncia un’Italia del lavoro dove la salute dipende dal luogo della denuncia. CGIL Lombardia punta il dito sul nesso causale: dimostrare che un male è frutto o peggiorato dal mestiere diventa un’impresa se i rischi aziendali sono sottovalutati o ignorati nei documenti obbligatori. Senza una valutazione rischi precisa, lavoratori e lavoratrici restano disarmati di fronte al danno subito.
Evento clou: seminario CGIL il 17 aprile
Venerdì 17 aprile 2026, dalle 9:30, il salone Giuseppe Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano ospita il seminario “Malattie professionali: la partecipazione degli RLS/RLST per promuoverne la prevenzione e l’emersione”, organizzato da CGIL Lombardia. Apre Enzo Greco, segretario confederale locale; seguono dati con Giovanni Falasca, sorveglianza MALPROF-MAREL con Antonio Pizzuti e intro di Giulio Fossati, responsabile salute e sicurezza CGIL Lombardia. Spazio a Servizi PSAL, medici competenti, UVL e INCA, più una tavola rotonda con Tiziana Siciliano, Nicoletta Cornaggia (Regione) e Sebastiano Calleri (CGIL nazionale); chiude Francesca Re David.
Settori a rischio e nuove minacce
Manifatturiero, logistica, edilizia e sociosanitario trainano il fenomeno, con picchi di disturbi muscolo-scheletrici e stress da lavoro. L’edilizia spicca con +29% denunce nel 2024, aggravato da clima estremo, materiali tossici e cantieri estremi; irrompono rischi da AI come tecnostress, burnout e sedentarietà algoritmica. Colpiti per il 71,73% uomini (3.063 casi), ma le donne salgono al 28,27% (1.207), e solo il 50% delle denunce passa per patronati sindacali contro il 10% dai medici aziendali.
La voce di CGIL: “Emergenza sottovalutata”
“Le malattie professionali rappresentano l’allarme silenzioso del lavoro moderno”, tuona Giulio Fossati di CGIL Lombardia, invocando più potere a RLS e RLST per valutazioni rischi e reti di tutela. Il sindacato investe in formazione delegati, INCA e UVL per non lasciare soli i colpiti, spingendo per riconoscimenti uniformi e protezioni post-lavoro. Chi sospetta un danno salute da mestiere può bussare alle sedi CGIL vicine per assistenza gratuita e qualificata.