Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Malpensa, sequestrate oltre 6mila confezioni di farmaci privi di autorizzazione sanitaria: nel lotto anche medicinali per sclerosi multipla e patologie cardiache

I prodotti intercettati non sono conformi alle normative sanitarie italiane e potrebbero contenere principi attivi in percentuali non consentite

Di –

Sono 6.290 le confezioni di prodotti farmaceutici e presidi medico-chirurgici sequestrate presso lo scalo di Malpensa nel corso di controlli condotti congiuntamente dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai finanzieri del Gruppo Malpensa. L’intervento rientra in un’attività sistematica di intensificazione dei controlli alla frontiera doganale aeroportuale, finalizzata a intercettare tentativi di importazione di farmaci e sostanze chimiche potenzialmente nocive per la salute, sprovvisti delle autorizzazioni necessarie per l’immissione in commercio sul territorio nazionale.

Cosa contenevano i colli intercettati

I farmaci sequestrati erano destinati al trattamento di un ventaglio eterogeneo di patologie: malattie cardio-cerebrovascolari, sclerosi multipla, lesioni midollari e disturbi legati al sovrappeso. Alcuni dei prodotti non risultano commercializzati in Italia, mentre altri, pur esistendo in formulazioni autorizzate nel mercato nazionale, non erano conformi alle normative sanitarie vigenti nel Paese.

Il rischio principale associato a questi prodotti non riguarda solo l’assenza di autorizzazione: le confezioni intercettate potrebbero contenere percentuali di principio attivo diverse da quelle consentite dalla normativa italiana, o essere state alterate rispetto agli equivalenti farmaci originali, con conseguenze potenzialmente gravi per chi li assume in sostituzione di terapie prescritte.

Perché i farmaci non autorizzati rappresentano un rischio reale

La circolazione di prodotti farmaceutici privi di autorizzazione all’immissione in commercio costituisce un rischio sanitario concreto, spesso sottovalutato. A differenza dei farmaci contraffatti, i medicinali importati senza autorizzazione possono presentarsi in confezioni apparentemente regolari, con etichettature in lingue straniere o formulazioni legalmente commercializzate in altri Paesi ma non approvate in Italia. La difformità nei dosaggi del principio attivo rispetto agli standard nazionali può tradursi in inefficacia terapeutica o, al contrario, in sovradosaggi con effetti avversi gravi, in particolare per patologie croniche come la sclerosi multipla o le malattie cardiovascolari, dove la precisione posologica è determinante.

Condividi questo articolo

Altre notizie