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Maltempo di agosto, la Lombardia conta 376 milioni di danni: in corso i sopralluoghi della Protezione civile

Duecento Comuni hanno presentato la stima, oltre cinquecento gli evacuati. Noja (Italia Viva): "Lo stato di emergenza, se arriverà, slitterà di mesi e intanto i sindaci restano senza risposte"

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Le perturbazioni che hanno interessato diverse aree della regione tra il 20 e il 28 agosto hanno prodotto segnalazioni di danno per oltre 376 milioni di euro, trasmesse da duecento amministrazioni comunali. Il bilancio comprende più di cinquecento persone allontanate dalle abitazioni e circa 50 milioni già impegnati per le operazioni di soccorso e per rimettere in funzione i servizi essenziali. I dati sono stati forniti in Consiglio regionale dal sottosegretario Mauro Piazza, in risposta a un question time della consigliera di Italia Viva Lisa Noja.


L'istruttoria e i tempi della decisione


Tra il 6 e il 9 ottobre i funzionari del Dipartimento nazionale di Protezione civile, affiancati dal personale regionale, stanno effettuando le verifiche sul territorio necessarie a chiudere l'istruttoria sulla richiesta di stato di emergenza nazionale avanzata dalla Regione. Al termine spetterà al Consiglio dei ministri valutare la delibera, stabilendone l'estensione geografica e la durata.


Noja: "I sindaci lasciati senza copertura"


Per la consigliera di Italia Viva il calendario dei sopralluoghi dice già molto sull'orizzonte temporale. Se la dichiarazione arriverà, ha sostenuto, slitterà di diversi mesi, mentre nel frattempo le amministrazioni locali si trovano a gestire da sole gli effetti degli eventi di fine estate, dai dissesti all'interruzione dei servizi.


L'affondo sulla prevenzione


La consigliera ha infine contestato alla maggioranza regionale e al presidente Attilio Fontana un approccio di lungo periodo giudicato inadeguato: il ridimensionamento del tema climatico e la mancata riattivazione della struttura "Italia Sicura", istituita durante il governo Renzi per accelerare gli interventi di messa in sicurezza del territorio. Il risultato, secondo Noja, è che il costo dell'emergenza finisce per ricadere sui cittadini.


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