Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Manifattura lombarda in accelerazione: produzione, export e investimenti spingono il terzo trimestre 2025

La manifattura lombarda cresce ancora nel terzo trimestre 2025: produzione, export, fatturato e artigianato in rialzo. Regione e imprese puntano su innovazione e competitività.

Di –

La Lombardia chiude il terzo trimestre del 2025 con una nuova spinta positiva: la produzione industriale cresce dello 0,7%, mentre il fatturato avanza dell’1,6%. Anche l’artigianato mostra un trend favorevole, con aumenti rispettivamente dello 0,6% e dello 0,9%.
Sono numeri che rafforzano una traiettoria già in ascesa da quattro trimestri consecutivi. I dati sono stati presentati a Palazzo Lombardia dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, insieme ai vertici di Unioncamere, Confindustria e Casartigiani.

Fontana: “Il sistema lombardo si conferma solido e reattivo”

Il presidente della Regione, Attilio Fontana, sottolinea come questi risultati confermino “la forza e l’affidabilità di un modello produttivo che continua a performare nonostante un contesto internazionale complesso”. Una crescita, aggiunge, resa possibile da imprenditori e lavoratori che incarnano la cultura del fare tipica del territorio. La Regione, promette, continuerà a rafforzare gli strumenti di supporto agli investimenti.

Export e domanda interna: il doppio motore della crescita

Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio di Unioncamere, la ripresa lombarda viaggia su due binari: ordini interni in lieve rafforzamento ed export ancora una volta decisivo.

Su base trimestrale, la produzione industriale segna un +1,3%, che diventa +4,1% nel confronto annuo. Stabile invece l’occupazione, mentre il ricorso alla cassa integrazione resta contenuto.

I settori che corrono e quelli in affanno

Tra i comparti più dinamici emergono: alimentare, meccanico, pelli e calzature, abbigliamento (in ripresa dopo trimestri difficili). Più complessa la situazione per chimica e tessile, quest’ultimo ancora in una fase di stagnazione.

Imprese più caute ma fiduciose: le attese per i prossimi mesi

Le aziende lombarde si aspettano una sostanziale stabilità per produzione, ordini, fatturato e occupazione.
Restano tuttavia alcune incognite: fragilità della domanda interna, tensioni internazionali, aumento dei dazi.

Un segnale positivo arriva invece dal calo dei costi delle materie prime, considerato un fattore competitivo per il futuro. Anche l’artigianato, pur mantenendo un profilo prudente, mostra un clima meno cupo rispetto ai trimestri precedenti.

Guidesi: “Numeri ottimi, ma servono interventi strutturali sull’energia”

L’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, interpreta i dati come “un ulteriore segnale di ripresa”, ricordando però che il costo dell’energia continua a penalizzare la competitività delle imprese italiane rispetto ai concorrenti europei.
Guidesi sollecita anche un cambio di passo da parte della Commissione Europea, accusata di politiche che “restano troppo distanti dalle esigenze della manifattura”.

Auricchio: “La resilienza delle nostre imprese non è un caso”

Per il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, la chiave della crescita sta nell’“impegno quotidiano delle aziende, nella loro capacità di innovare e nell’efficacia del sistema camerale”. L’export rimane un pilastro, ma la buona notizia è il ritorno della domanda interna a sostegno del settore.

Pasini: “Lombardia locomotiva d’Europa, ma energia troppo cara”

Il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini evidenzia come la regione resti “la locomotiva italiana ed europea”, grazie all’apertura verso nuovi mercati e alla qualità della produzione. Tuttavia, l’instabilità internazionale e il costo dell’energia – le “bollette più alte d’Europa” – restano elementi altamente critici.

Sangalli: “ZIS e filiere: un modello che aumenta la competitività”

Il presidente di Casartigiani Lombardia Mauro Sangalli valuta positivamente gli strumenti messi in campo dalla Regione, tra cui filiere produttive e Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS). Un modello, afferma, che facilita le collaborazioni tra imprese, università, enti pubblici e mondo della formazione, rafforzando gli ecosistemi locali e la loro attrattività globale.

Condividi questo articolo

Altre notizie