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Maxi blitz tra Milano e Pavia: sgominata banda familiare da 23 colpi, in manette anche minorenni

I carabinieri del Nucleo investigativo di Pavia hanno eseguito nove misure cautelari dopo mesi di indagini: furti in supermercati, tonnellate di rame rubate e rapine ad anziani nel mirino del sodalizio

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Settanta militari dell’Arma dei Carabinieri sono entrati in azione all’alba di martedì 16 giugno, concludendo un’indagine durata quasi un anno con l’esecuzione di nove misure cautelari nei confronti di un gruppo criminale a conduzione familiare radicato nella provincia di Pavia. L’operazione, coordinata dal Nucleo investigativo pavese, ha smantellato una rete responsabile di 23 reati contro il patrimonio commessi tra la primavera del 2025 e i primi mesi del 2026 in un’area geografica che si estende dal Milanese fino alle province piemontesi.

Un nucleo familiare trasformato in sodalizio criminale

Tutti e nove i destinatari delle misure cautelari appartengono allo stesso contesto familiare. Per sette di loro, compreso un minore, è scattata la custodia in carcere sulla base di provvedimenti emessi dal Tribunale di Pavia. Per altri due minorenni, il Tribunale per i minorenni di Milano ha disposto il collocamento in comunità protette. Le perquisizioni condotte in parallelo agli arresti hanno restituito materiale investigativo significativo: telefoni cellulari e attrezzatura da scasso sono stati sequestrati nel corso delle operazioni.

La cassaforte asportata con le cinghie: il punto di partenza dell’inchiesta

A innescare l’indagine fu un colpo di particolare audacia risalente al giugno 2025. L’intero caveau di un supermercato venne letteralmente strappato dal pavimento e trascinato fuori dall’edificio mediante cinghie di carico fissate a un mezzo pesante. Un’azione rapida e pianificata che, anziché chiudersi come un caso isolato, aprì uno squarcio investigativo. Partendo da quell’episodio, i carabinieri hanno ricostruito mediante intercettazioni, pedinamenti e riscontri incrociati l’intera architettura del gruppo: composizione, ruoli interni e modalità operative.

Cinque province nel mirino: la mappa dei 23 colpi accertati

Nel periodo compreso tra giugno 2025 e marzo 2026 la banda ha operato nelle province di Milano, Pavia, Lodi, Alessandria e Cuneo, alternando tipologie di reato diverse per ridurre il rischio di identificazione. Il quadro accusatorio comprende assalti a esercizi commerciali e distributori di carburante, appropriazione di veicoli, reimpiego di beni di provenienza illecita, utilizzo fraudolento di strumenti di pagamento, furti commessi con tecniche di distrazione ai danni di persone anziane e razzie di rame per un quantitativo complessivo di diverse tonnellate. La varietà dei reati e la mobilità del gruppo avevano reso complessa l’attribuzione dei singoli episodi fino alla ricomposizione dell’intero mosaico investigativo.

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