Maxi controlli a Gratosoglio, Fratelli d'Italia chiede tolleranza zero sul degrado: "Serve un presidio stabile, non blitz una tantum"
Il consigliere di Municipio 3 Mattia Ferrarese e il presidente del Circolo Risorgimento Alessandro Borganti chiedono pattugliamenti notturni, una mappatura delle zone critiche, un referente unico fra Comune, Municipio e Aler e una seduta pubblica del consiglio nel quartiere
L'operazione interforze condotta lunedì 28 settembre al Gratosoglio si è chiusa con 278 persone identificate, 54 veicoli controllati e 5 esercizi commerciali verificati nel solo perimetro del quartiere. Una persona è stata arrestata per reati in materia di stupefacenti, due cittadini stranieri sono stati accompagnati in Questura per l'identificazione, mentre un veicolo e alcuni quantitativi di droga sono stati sequestrati.
Su quel bilancio interviene Fratelli d'Italia con una nota firmata da Mattia Ferrarese, consigliere del Municipio 3, e da Alessandro Borganti, presidente del Circolo Risorgimento del partito a Milano. Il giudizio sull'intervento è positivo, ma accompagnato da una riserva netta: "Il maxi controllo interforze del 28 settembre al Gratosoglio è un segnale importante, ma deve rappresentare soltanto il primo passo. Il quartiere ha bisogno di una presenza costante dello Stato e delle istituzioni".
Il presidio dei residenti prima del blitz
Giovedì 24 settembre circa duecento residenti hanno manifestato in strada per chiedere più sicurezza. "Quando duecento persone decidono di manifestare per chiedere sicurezza, quel messaggio non può essere ignorato. I residenti chiedono fatti, continuità e risultati verificabili". Il quartiere è già interessato dai presìdi mobili di Polizia di Stato e Carabinieri, attivati a luglio e in seguito prorogati dalla Prefettura. È proprio la natura temporanea di quegli strumenti a essere contestata.
La richiesta del "pacchetto straordinario" per la sicurezza
Le richieste messe nero su bianco sono cinque e riguardano tutte la presenza sul territorio: il consolidamento di un presidio di prossimità stabile o semipermanente, pattugliamenti rafforzati nelle ore serali e notturne, controlli interforze periodici contro lo spaccio, controlli amministrativi mirati sugli esercizi commerciali dove ne ricorrano i presupposti. A questi si aggiunge una mappatura dei punti più critici del quartiere, pensata per concentrare in modo selettivo pattugliamenti, illuminazione, videosorveglianza, pulizia e manutenzione. "Sicurezza significa anche intervenire rapidamente su strade poco illuminate, rifiuti abbandonati, accessi degradati e spazi lasciati senza controllo", scrivono Ferrarese e Borganti. "Non bisogna aspettare che il degrado si trasformi in emergenza."
Prevenzione sui minori
Accanto alla linea repressiva il documento apre un secondo fronte, rivolto ai più giovani: presenza educativa sul territorio, attività sportive e presìdi sociali nelle ore pomeridiane e serali, concentrati nelle aree più fragili. "La sicurezza si costruisce anche impedendo che disagio, abbandono e marginalità diventino terreno fertile per devianza e criminalità", si legge nella nota. "Servono regole e controlli, ma anche una presenza educativa seria e continuativa nei luoghi frequentati dai ragazzi."
Un referente unico per superare i rimpalli fra enti
La proposta destinata a incidere di più sul piano amministrativo riguarda la governance. Fratelli d'Italia chiede l'individuazione di una figura di riferimento per il Gratosoglio, con il compito di coordinare Comune, Municipio e Aler, tenere il collegamento con le altre istituzioni competenti, raccogliere le segnalazioni dei residenti e monitorare l'avanzamento dei lavori. "Troppi problemi rischiano di perdersi nei passaggi tra un ente e l'altro. Serve una responsabilità chiara e riconoscibile: un referente che segua le criticità, coordini le risposte e renda conto pubblicamente dei tempi e dei risultati."
La richiesta di una seduta pubblica nel quartiere
L'ultima domanda è procedurale e politicamente impegnativa: una seduta pubblica sulla sicurezza convocata direttamente al Gratosoglio, con le istituzioni e i rappresentanti dei cittadini allo stesso tavolo, corredata da un cronoprogramma degli interventi e da verifiche periodiche sui risultati. "Nessuna parte di Milano può essere considerata una zona di serie B o diventare terra di nessuno", chiudono i due esponenti. "I cittadini hanno chiesto risposte chiare: ora occorre trasformare controlli e interventi straordinari in una strategia stabile per il quartiere."