Maxi frode fiscale a Milano: false fatture per 40 milioni, sei indagati
Indagine della Guardia di Finanza a Milano: scoperta rete di fatture false da 40 milioni, sei indagati e sequestri milionari
Un sistema articolato di frode fiscale da oltre 40 milioni di euro è stato smantellato tra Milano e Monza dalla Guardia di Finanza. Su disposizione della Procura della Repubblica di Monza, i militari del Comando Provinciale hanno eseguito sei misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti parte di un’associazione a delinquere attiva nel campo delle fatturazioni false. Il provvedimento del Gip ha disposto tre arresti in carcere, un soggetto ai domiciliari e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il meccanismo delle fatture inesistenti
Le indagini, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Sesto San Giovanni, hanno ricostruito un sistema fraudolento sofisticato, basato su una rete di società fittizie intestate a prestanome. Queste entità emettevano fatture per prestazioni mai eseguite, soprattutto nel settore della somministrazione di manodopera.
Le aziende coinvolte utilizzavano tali documenti per ridurre artificialmente i costi e abbattere l’Iva dovuta. I pagamenti avvenivano tramite bonifici o contanti, per poi essere reindirizzati verso soggetti compiacenti che provvedevano a ritirare il denaro e restituirlo, ripulito, ai beneficiari finali.
Numeri e dimensioni dell’operazione
Il sistema illecito, attivo tra il 2020 e il 2023, ha coinvolto complessivamente 29 persone. Gli investigatori hanno accertato un volume di fatture false superiore ai 40 milioni di euro, con un’evasione fiscale stimata in oltre 16 milioni. Contestualmente alle misure cautelari, è stato disposto il sequestro preventivo di nove società utilizzate per la frode e di somme per un valore equivalente al danno erariale.