Maxi sequestro all’aeroporto di Milano- Malpensa: bloccati 400 chili di pesce irregolare dalla Cina
Controlli su 15 passeggeri provenienti da Wenzhou. Sigilli anche a 150 kg di vegetali e 70 cosmetici fuori norma
Oltre quattro quintali di prodotti ittici introdotti illegalmente in Italia e pronti a entrare nel mercato senza alcuna garanzia sanitaria. È il bilancio del maxi sequestro scattato all’aeroporto di Milano-Malpensa, dove i controlli congiunti hanno portato al blocco e alla distruzione di 400 chili di pesce proveniente dalla Cina. L’operazione è stata condotta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli insieme alla Guardia di Finanza, con il supporto della Capitaneria di Porto di Genova.
I controlli su 15 passeggeri in arrivo da Wenzhou
La scoperta è avvenuta durante le verifiche su quindici passeggeri atterrati a Malpensa con un volo proveniente da Wenzhou, in Cina. Nei loro bagagli sono stati rinvenuti prodotti ittici privi dei requisiti igienico-sanitari e della documentazione richiesta dalla normativa europea e nazionale.
Tra gli alimenti sequestrati figurano arca asiatica, bumalo in salamoia, carassio dorato fresco non eviscerato, gamberi di acqua dolce e gamberetti essiccati. Prodotti che, secondo quanto spiegato dalle autorità, non possono essere commercializzati né introdotti sul territorio nazionale perché sprovvisti dei requisiti di edibilità, tracciabilità e conformità sanitaria previsti dal Regolamento delegato UE 2019/2122 e dalla normativa doganale vigente. Il materiale è stato immediatamente sottoposto a sequestro e successivamente distrutto.
Non solo pesce: sigilli anche a vegetali e cosmetici
L’operazione non si è limitata al solo comparto ittico. Durante i controlli sono stati intercettati anche 150 chili di prodotti vegetali introdotti in violazione del Regolamento UE 2016/2031, che disciplina l’ingresso nell’Unione di piante e materiali agricoli potenzialmente dannosi per le colture europee.
Nel mirino anche il settore cosmetico: sequestrati 70 prodotti importati in quantità superiori ai limiti consentiti per uso personale, in contrasto con l’articolo 7 del Regolamento CE 1223/2009. Norme stringenti che impongono verifiche di sicurezza e restrizioni precise per evitare l’immissione sul mercato di articoli non controllati.