Mensa dei poveri, svolta in Appello: cadono le accuse di corruzione, Comi assolta e pene ridotte
La Corte d’Appello di Milano ridimensiona il processo: assoluzioni confermate e condanne riviste dopo anni di battaglie giudiziarie
Arriva una svolta pesante nel processo noto come “Mensa dei poveri”. La Corte d’Appello di Milano ha rivisto in modo profondo il verdetto di primo grado, riducendo drasticamente il peso dell’impianto accusatorio e ribaltando alcune delle condanne più rilevanti. Al centro della sentenza c’è la posizione di Lara Comi, ex eurodeputata di Forza Italia, assolta dall’accusa di corruzione perché “il fatto non sussiste”.
Il caso Lara Comi e la pena rideterminata
Per Comi resta in piedi soltanto una condanna a un anno di reclusione, con pena sospesa, per un singolo episodio di truffa ai danni dell’Unione europea, accompagnata da una multa di 500 euro. Una distanza enorme rispetto ai 4 anni e 2 mesi inflitti in primo grado nell’ottobre 2023. I giudici hanno riconosciuto le attenuanti legate al risarcimento del danno, riequilibrando il giudizio complessivo sulla vicenda.
Assoluzioni confermate e ribaltate
La sentenza d’Appello conferma l’assoluzione di Pietro Tatarella, ex consigliere comunale di Forza Italia a Milano, e ribalta la condanna di primo grado per Diego Sozzani, anch’egli assolto. Stesso esito per Mauro De Cillis, già dirigente Amsa durante la giunta Pisapia, e per altri imputati coinvolti nel procedimento. Alcune posizioni si chiudono invece con una riduzione della pena, segno di un quadro giudiziario profondamente rivisto rispetto alle accuse iniziali.
Le lacrime di Lara Comi dopo sette anni
All’uscita dall’aula, Lara Comi non ha trattenuto l’emozione. Dopo sette anni di processo, arresti domiciliari e una prima condanna pesante, l’ex eurodeputata ha parlato di lacrime di gioia e di rabbia insieme. Ha ribadito di non aver mai preso denaro e di aver sempre proclamato la propria innocenza, annunciando l’intenzione di andare avanti anche in Cassazione per chiudere definitivamente la vicenda.
Il caso Tatarella e le reazioni politiche
Sulla vicenda di Pietro Tatarella è intervenuta con parole dure la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, che ha parlato di un innocente travolto dalla giustizia. Un arresto all’alba, il carcere preventivo e anni di esposizione mediatica, secondo Ronzulli, hanno segnato in modo irreversibile la vita politica e personale di un giovane dirigente che avrebbe potuto avere un futuro parlamentare.
Dal partito azzurro arrivano reazioni contrastanti. Da un lato la soddisfazione per le assoluzioni di Tatarella e Sozzani, dall’altro l’amarezza per anni di sofferenza umana e familiare. Per i vertici lombardi di Forza Italia, la sentenza d’Appello restituisce finalmente giustizia, pur senza cancellare il peso di un lungo calvario giudiziario.
Novanta giorni per le motivazioni
Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro novanta giorni. Un passaggio cruciale per comprendere fino in fondo le ragioni del ridimensionamento delle accuse e per valutare i prossimi passi, compresa l’eventuale Cassazione. Il processo “Mensa dei poveri”, dopo anni al centro del dibattito politico e giudiziario, entra così in una nuova fase.