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Mercati agricoli a Milano affidati al consorzio mantovano, il Distretto Agricolo insorge: “Gli agricoltori milanesi dimenticati”

L’apertura dei due nuovi mercati agricoli cittadini, approvata dalla Giunta di Palazzo Marino in largo Augusto e in via Sacco, diventa terreno di polemica. A sollevare la questione è il Distretto Agricolo Milanese, che accoglie la notizia con quello che definisce “ammirazione per la confezione mediatica e profondo sconcerto sui contenuti”. Il motivo è semplice: […]

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L’apertura dei due nuovi mercati agricoli cittadini, approvata dalla Giunta di Palazzo Marino in largo Augusto e in via Sacco, diventa terreno di polemica. A sollevare la questione è il Distretto Agricolo Milanese, che accoglie la notizia con quello che definisce “ammirazione per la confezione mediatica e profondo sconcerto sui contenuti”. Il motivo è semplice: i due mercati, presentati dalla Vicesindaca con delega all’Agricoltura Anna Scavuzzo come un passo avanti nella valorizzazione del rapporto tra città e campagna, saranno gestiti dal Consorzio Agrituristico Mantovano.

Il paradosso: Milano seconda città agricola d’Italia, ma i suoi agricoltori restano a guardare

Il DAM non contesta in linea di principio la partecipazione di soggetti esterni. Il punto critico è un altro: gli agricoltori che gestiscono le cascine comunali, che lavorano i terreni milanesi, presidiano il territorio e pagano l’affitto al Comune non risultano essere stati nemmeno consultati. “Forse non tutti sanno che Milano è la seconda città agricola in Italia”, aveva ricordato con entusiasmo la Vicesindaca. Il Distretto, dal canto suo, lo sa bene: da anni ne rappresenta i produttori. Quello che, secondo l’associazione, sfugge all’Amministrazione è proprio il mancato coinvolgimento di chi quel territorio lo abita e lo coltiva ogni giorno.

Il chilometro zero da Mantova: l’ironia del DAM sulla cargo bike

La critica si fa più pungente sul fronte della sostenibilità. L’Amministrazione ha previsto che i prodotti dei nuovi mercati vengano consegnati a domicilio tramite cargo bike, scelta presentata come ecologicamente virtuosa. Il DAM però fa notare un dettaglio: le merci percorreranno oltre 160 chilometri da Mantova a Milano su camion o furgoni, per poi vedere il proprio impatto ambientale azzerato nell’ultimo tratto grazie alla bicicletta da carico. “Comprendiamo la passione della Vicesindaca per le cargo bike, ma le chiediamo un’analoga passione per gli agricoltori milanesi che coltivano questo territorio ogni giorno”, afferma il presidente del Distretto Daniele Albini, che aggiunge domande più strutturali sulla pianificazione della Milano rurale del 2050: resilienza idrica, gestione del suolo, redditività delle imprese agricole e coerenza con gli strumenti europei disponibili.

Fratelli d’Italia presenta un’interrogazione: “Dov’è il bando? È rispettata la Bolkestein?”

Sul piano politico interviene il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Rocca, che ha depositato un’interrogazione per chiedere conto dei criteri adottati nella scelta del gestore. Le domande sono dirette: perché il Distretto Agricolo Milanese non è stato preso in considerazione? Quali misure concrete sta adottando l’Amministrazione per valorizzare i produttori locali? Rocca solleva anche un nodo procedurale: sui due mercati non risulta sia stato indetto alcun bando di assegnazione degli spazi, con il conseguente interrogativo sulla conformità alla direttiva Bolkestein, la stessa normativa europea che gli ambulanti tradizionali sono tenuti a rispettare. “Mi auguro arrivi una chiara risposta da parte della Giunta Sala”, conclude il consigliere.

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