Metà dei lombardi fuma da 20 anni: arrivano 250 farmacie antifumo per aiutare a smettere di fumare
Il progetto "Ultima Sigaretta" estende alla regione una rete di farmacisti formati dalla National School of Medical Tobaccology, con il patrocinio di Sitab e FederASMA. Il portale ultimasigaretta.it offre il test di Fagerström e la mappa dei punti aderenti
La fotografia dei fumatori lombardi restituisce un rapporto con la sigaretta che si misura in decenni. L'80,2% fuma da almeno dieci anni e la metà esatta del campione da venti o più. Sul fronte delle quantità, il 47,3% supera le dieci sigarette quotidiane e quasi un quarto, il 24,7%, arriva ad almeno sedici. I dati arrivano dalla lettura regionale dell'indagine "Gli italiani e quella ultima sigaretta", condotta da Astra Ricerche con il contributo di Kenvue Italia su fumatori di sigarette tradizionali fra i 25 e i 65 anni.
L'elemento più significativo riguarda l'andamento degli ultimi tre anni. Solo il 22,5% dei fumatori lombardi ha ridotto il consumo, il 47,8% è rimasto sulle stesse quantità e il 29,7% ha aumentato: una quota superiore alla media nazionale, che si ferma al 24,1%. In altre parole, in Lombardia chi fuma di più oggi rispetto a tre anni fa è più numeroso di chi ha ridotto il consumo.
Il 77% dei fumatori lombardi prova a smettere da solo
Il 67% ha già tentato di smettere senza riuscirci in modo stabile e l'81,3% giudica l'impresa difficile o molto difficile. Eppure soltanto il 17% colloca oggi la cessazione fra le proprie priorità. "In Lombardia emerge un quadro in cui il fumo resta fortemente radicato e la cessazione appare difficile da consolidare", afferma Cosimo Finzi, direttore di Astra Ricerche. Le ragioni che indica sono tre: il piacere, citato come primo ostacolo dal 64,4% di chi non vuole smettere; lo stress, associato alla sigaretta dal 35,7%; e il contesto, dato che il 46,2% vive in ambienti dove fumano molte o quasi tutte le persone.
La statistica che spiega perché il progetto punta sulle farmacie è un'altra: il 77,1% dei fumatori lombardi affronta il tentativo in solitudine o affidandosi a libri, mentre solo il 20,5% si rivolge a un medico, a uno specialista o a un farmacista. Anche la percezione del ruolo della farmacia resta sotto la media nazionale: la considera un riferimento il 29,7% dei lombardi contro il 35,1% del dato complessivo. La domanda però esiste, perché il 47,3% vorrebbe ricevere in farmacia consigli sui prodotti e il 28,6% un percorso guidato.
La rete delle farmacie antifumo
La rete conta oltre 250 farmacie i cui titolari hanno seguito i corsi della National School of Medical Tobaccology. Il farmacista può dispensare su proprio consiglio la terapia sostitutiva nicotinica, che rientra fra i trattamenti di primo livello, e può indirizzare la persona al medico di medicina generale o a un centro antifumo, restando poi in collaborazione nelle fasi successive.
"Un numero elevatissimo di cittadini fa riferimento al farmacista ogni giorno e la formazione specifica permette a questi operatori sanitari di offrire un aiuto prezioso ai servizi per il tabagismo", dichiara Roberto Boffi, presidente della Società Italiana di Tabaccologia. "È impossibile pensare che i servizi specialistici possano soddisfare tutte le richieste, per cui è necessario potenziare le professionalità del territorio".
Sul contenuto della formazione interviene Biagio Tinghino, direttore della scuola. "Il problema principale è costituito dalla scarsa informazione sul tabagismo come vera e propria dipendenza e la falsa credenza che basti la buona volontà per superarla", afferma. "Serve ben altro: padronanza delle tecniche di intervento motivazionale e uso appropriato dei farmaci efficaci." Ai farmacisti, aggiunge, viene offerta anche una supervisione in corso d'opera sui casi clinici.
Chi paga il conto più alto: asmatici e bambini
L'Istituto Superiore di Sanità colloca il tabagismo fra i principali fattori di rischio evitabili per patologie cardiovascolari, oncologiche e respiratorie, a partire dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva e dalla bronchite cronica. "Le conseguenze del tabagismo non riguardano soltanto chi fuma, ma anche chi è esposto quotidianamente al fumo passivo, a partire dai bambini e dagli adolescenti", osserva Mario Picozza, presidente di FederASMA e Allergie. Per chi convive con asma o allergie respiratorie il fumo "aumenta le riacutizzazioni, peggiora il controllo della malattia e riduce significativamente la qualità della vita".
Come si accede
Il portale ultimasigaretta.it raccoglie informazioni, strumenti di autovalutazione come il test di Fagerström per misurare il livello di dipendenza, e la mappa delle farmacie aderenti. L'elenco è consultabile anche su tabaccologia.it.