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Metropolitana M6, Milano apre il confronto con i cittadini: dodici incontri da ottobre a marzo

Il percorso è affidato a Poliedra-Politecnico di Milano, Ascolto Attivo e Left Loft, vincitori dell'avviso pubblico. Sei mesi di lavoro, con la restituzione dei risultati prevista per marzo 2027.

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Sarà una cordata di tre soggetti a condurre il percorso partecipativo sulla sesta linea della metropolitana milanese: Poliedra, il consorzio del Politecnico di Milano, insieme ad Ascolto Attivo e Left Loft. Il raggruppamento si è aggiudicato l'avviso pubblico indetto da Palazzo Marino e affiancherà l'Amministrazione nel dialogo con la città su un'opera destinata a incidere sia sulla mobilità sia sull'assetto urbano.


Dodici appuntamenti diffusi nei quartieri


Il calendario prevede almeno dodici eventi distribuiti sul territorio, articolati fra incontri pubblici, workshop e laboratori. I destinatari sono cittadini, associazioni, comitati, portatori di interesse, esperti e realtà locali. L'apertura è fissata per sabato 24 ottobre alla Palazzina Appiani, dentro il Parco Sempione. L'intero processo durerà sei mesi e si chiuderà a marzo 2027 con un evento di restituzione dei risultati.


Il materiale che l'Amministrazione porterà agli incontri riguarda la sostanza delle scelte progettuali. Verranno illustrati gli scenari analizzati, i criteri tecnici adottati e i principali esiti degli studi condotti, con l'indicazione tanto delle opportunità quanto delle criticità emerse. Al centro del confronto ci saranno le diverse ipotesi di tracciato prese in esame, i motivi che rendono alcune opzioni più promettenti di altre e le ricadute attese sui territori attraversati e sul sistema della mobilità nel suo complesso.


Perché serve una sesta linea metropolitana


La ragione dichiarata dell'infrastruttura riguarda gli squilibri della rete attuale: collegare i quartieri che oggi restano ai margini del servizio metropolitano e cucire meglio la nuova linea con il trasporto pubblico di superficie già esistente. Il percorso partecipativo dovrebbe servire a incrociare gli elementi tecnici con quanto sanno e vivono gli abitanti, facendo emergere anche gli eventuali interventi complementari da prevedere.


Romani: "È la prima volta per una grande opera di mobilità"


L'assessora alla Partecipazione e al Decentramento Gaia Romani colloca l'iniziativa in una cornice europea e ne sottolinea il carattere inedito per Milano. "Sappiamo che in molte città europee il coinvolgimento della cittadinanza è ormai quasi uno standard nella realizzazione delle grandi opere di trasporto", afferma. "È infatti la prima volta che l'Amministrazione investe concretamente nell'ascolto e nel confronto con i cittadini per la realizzazione di una grande opera infrastrutturale nel campo della mobilità, come una metropolitana".


Censi: "Portare collegamenti efficienti più vicino ai quartieri"


Sul versante tecnico interviene l'assessora alla Mobilità Arianna Censi, che lega l'estensione della rete alla qualità del servizio: "Estendere la rete significa rafforzare il trasporto pubblico, renderlo sempre più capillare e portare collegamenti efficienti più vicino ai quartieri". E aggiunge che una trasformazione di questa portata "deve essere accompagnata dal confronto con la città", perché l'ascolto serve a "orientare le scelte e costruire politiche della mobilità sempre più condivise e vicine alle persone".


L'esito atteso è un quadro di indicazioni territoriali e cittadine da consegnare al Comune e ai progettisti, come contributo allo sviluppo e all'affinamento dello scenario della M6 lungo le fasi successive del processo decisionale. Una formulazione che merita attenzione: il percorso non ha natura deliberativa e non vincola le scelte finali, ma si propone di alimentarle. Tutte le informazioni, gli aggiornamenti e i materiali saranno pubblicati nei prossimi giorni in una pagina dedicata sul sito del Comune.



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