Metrotranvia Milano-Seregno, cantieri ancora fermi: Confcommercio chiede soluzioni urgenti
Imprese in sofferenza lungo il tracciato, perdite fino al 20%. Bresso, Desio e Nova Milanese tra le aree più colpite
Cantieri bloccati, strade deviate, negozi “murati” dalle transenne e fatturati in caduta libera. A oltre tre anni dal primo allarme lanciato nel gennaio 2023, la situazione della Metrotranvia Milano-Seregno resta immobile. A denunciarlo con forza sono Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza e Confcommercio Alta Brianza, che tornano a sollecitare un’accelerazione dei lavori e ristori economici per le attività più penalizzate. L’opera, che avrebbe dovuto rappresentare un’infrastruttura strategica per la mobilità tra Milano e la Brianza, si è trasformata per molti operatori economici in un percorso a ostacoli senza fine.
Dal primo allarme al silenzio sui tempi di ripartenza
Nel gennaio 2023 erano stati annunciati 38 mesi di lavori. Poi, nel settembre 2024, una conferenza stampa a Desio aveva acceso i riflettori sullo stop dei cantieri e sulla necessità di sostegni concreti per i commercianti. Da allora si sono susseguiti incontri con la Città Metropolitana di Milano e audizioni in Regione Lombardia, ma senza un cambio di passo visibile.
A febbraio 2026, denunciano le associazioni di categoria, i cantieri risultano ancora sostanzialmente fermi. Una situazione che viene definita “insostenibile”, soprattutto per chi opera lungo il tracciato interessato dall’intervento.
Fatturati in calo e viabilità in tilt
Secondo Confcommercio Alta Brianza, l’impatto economico sulle imprese arriva fino al 20% di perdite direttamente riconducibili ai lavori e alle limitazioni di accesso. Non si tratta solo di un disagio temporaneo, ma di un danno strutturale che si prolunga nel tempo.
Alle difficoltà economiche si aggiungono pesanti ripercussioni sulla viabilità locale. Incroci chiusi, deviazioni continue e limitazioni al traffico stanno incidendo sulla mobilità quotidiana di cittadini e clienti, riducendo ulteriormente l’afflusso verso negozi e pubblici esercizi. Bresso, Desio e Nova Milanese risultano i Comuni più colpiti: circa duecento imprese si trovano di fatto isolate dai cantieri, con effetti che coinvolgono anche il mercato ambulante di Bresso.
“Opera incompiuta”: servono tempi certi e ristori
Per i vertici di Confcommercio Alta Brianza mantenere alta l’attenzione è un dovere. Definire l’infrastruttura “incompiuta” sarebbe persino riduttivo, sostengono, in assenza di indicazioni chiare sui tempi di ripresa e conclusione dei lavori. Anche il segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, Marco Barbieri, parla di un andamento non più tollerabile. La richiesta è quella di bandi specifici con ristori economici per le imprese più colpite, sul modello di quanto già avvenuto a Milano in occasione dei cantieri della metropolitana.
Tra le possibili soluzioni viene indicato il nuovo bando regionale dedicato ai Distretti del Commercio, con l’invito ai Comuni coinvolti a destinare risorse mirate alle attività penalizzate dalla Metrotranvia. In attesa di certezze sui tempi di completamento dell’opera, il rischio – avvertono le associazioni – è che il prezzo più alto continui a essere pagato dal tessuto commerciale locale.