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Milano: a Palazzo Reale debutta “Il Labirinto”, il percorso esperienziale che aiuta a riconoscere la violenza di genere

A Palazzo Reale arriva “Il Labirinto”, installazione immersiva per riconoscere i segnali della violenza di genere e conoscere il supporto offerto dalla Rete antiviolenza.

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Milano ha scelto un luogo simbolo della città, Palazzo Reale, per lanciare un progetto potente e necessario: “Il Labirinto”, un’installazione immersiva pensata per guidare i visitatori attraverso i segnali – spesso invisibili o minimizzati – della violenza maschile contro le donne. L’opera è stata inaugurata oggi, 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Un viaggio sensoriale tra muri, parole e segnali nascosti

Il percorso, allestito nel cortile del palazzo, si sviluppa tra pareti alte due metri sulle quali scorrono frasi, immagini e dinamiche tossiche che spesso aprono la strada a relazioni violente. Non solo episodi eclatanti, ma campanelli d’allarme quotidiani, sottili e frequenti, che si trasformano in una spirale soffocante da cui diventa difficile uscire.

Il Labirinto rende tangibile questa sensazione di smarrimento: chi attraversa l’installazione sperimenta simbolicamente la stessa confusione, paura e solitudine in cui molte donne si ritrovano intrappolate.

La Rete antiviolenza del Comune: ascolto, protezione e autonomia

Il messaggio al centro dell’iniziativa è chiaro: uscire dalla violenza è possibile e non si è sole.
A Milano opera una Rete antiviolenza che riunisce: 8 Centri Antiviolenza, 9 Case Rifugio, 1 sportello dedicato.
Nei primi dieci mesi del 2025, 2.368 donne si sono rivolte per la prima volta ai Centri del Comune, su un totale di 3.541 prese in carico.

Gli assessori Lamberto Bertolé (Welfare e Salute) e Tommaso Sacchi (Cultura) sottolineano come la violenza si manifesti spesso in forme subdole, dietro comportamenti apparentemente innocui. Rendere accessibile un luogo come Palazzo Reale significa coinvolgere un pubblico ampio e ricordare che gli abusi non fanno distinzione di età, istruzione o origine.

Un impegno condiviso: istituzioni, terzo settore e mondo giovanile

Il Labirinto nasce dalla collaborazione tra SVS Donna Aiuta Donna, Caritas Ambrosiana, Farsi Prossimo Onlus e SVSeD del Policlinico di Milano, su un’idea sviluppata dagli studenti dello Istituto Europeo di Design. L’installazione, realizzata nel 2016 e oggi riproposta con una grafica rinnovata grazie al sostegno del gruppo Sella, rientra nelle attività della Rete Antiviolenza per diffondere maggiore consapevolezza, soprattutto tra i più giovani.

Secondo Alessandra Kustermann, presidente di SVS Donna Aiuta Donna, è proprio nelle prime relazioni affettive che spesso non si riconoscono dinamiche sbagliate come gelosia estrema, controllo o isolamento: “Non sono segni d’amore. Riconoscerli è il primo passo per spezzare la cultura del possesso”.

Prevenzione e cultura del rispetto: la chiave per cambiare le cose

La violenza contro le donne affonda le sue radici in stereotipi e disparità culturali. Per questo – spiega Marta Faggioli di Farsi Prossimo – la Rete lavora anche nelle scuole, dai più piccoli fino alle università, con progetti formativi specifici per prevenire la violenza alla radice.

Il contributo del gruppo Sella, attraverso Sella SGR e Banca Patrimoni Sella & C., si inserisce in un impegno più ampio per promuovere una finanza responsabile, capace di generare valore sociale e diffondere una cultura del rispetto.

Come ricorda Mario Romano, AD di Sella SGR: “Il Labirinto invita a riflettere sui propri comportamenti e sui modelli culturali che ci influenzano. È uno spazio che parla a tutti, con responsabilità e consapevolezza”.

Un luogo da attraversare, un messaggio da portare fuori

L’ingresso al Labirinto è gratuito e disponibile negli orari di apertura di Palazzo Reale.
Al termine del percorso, le operatrici dei Centri Antiviolenza sono presenti per offrire informazioni e supporto a chiunque ne avesse bisogno.

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