Milano, accordo storico tra Invimit e sindacati: affitti calmierati e tutela per inquilini in 9 immobili ex Trivulzio
Milano – È stato firmato lunedì 30 giugno, nella sede di Invimit SGR, l’accordo integrativo tra la società di gestione interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le sigle sindacali SUNIA-CGIL, SICET-CISL e Unione Inquilini Milano, in rappresentanza degli inquilini di nove stabili situati nel Comune di Milano. Gli edifici fanno parte […]
Milano – È stato firmato lunedì 30 giugno, nella sede di Invimit SGR, l’accordo integrativo tra la società di gestione interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le sigle sindacali SUNIA-CGIL, SICET-CISL e Unione Inquilini Milano, in rappresentanza degli inquilini di nove stabili situati nel Comune di Milano. Gli edifici fanno parte del Fondo i3 Sviluppo Italia – Comparto PAT, che include immobili precedentemente di proprietà del Pio Albergo Trivulzio.
Gli immobili coinvolti: centralità e valore storico a Milano
Gli immobili oggetto dell’accordo si trovano in posizioni strategiche della città: Piazza del Carmine 1, Piazza Mirabello 1 e 5, Via della Moscova 25, Via Montebello 7/Via San Marco 20, Via Curtatone 14/Via Orti 29, Corso di Porta Romana 116/116A, Via Petrarca 2 e Via Poma 48. Si tratta di proprietà a uso abitativo che saranno oggetto di nuove condizioni di locazione basate su canoni concordati e finalizzate a garantire una gestione equa e socialmente responsabile.
Affitti calmierati e clausole sociali per famiglie in difficoltà
L’accordo introduce sconti sui canoni fino al 35%, in base all’ISEE ordinario, per famiglie con redditi fino a 15.000 euro. Per persone anziane e disabili gravi sono previste ulteriori riduzioni, oltre alla garanzia di rinnovo automatico del contratto alla prima scadenza. Viene inoltre stabilito un principio chiave: il canone non potrà superare il 30% del reddito netto familiare, a tutela della sostenibilità abitativa.
Requisiti per aderire all’accordo Invimit
L’adesione è riservata agli inquilini residenti che non presentino morosità o contenziosi in corso con il Fondo o con il Pio Albergo Trivulzio. Sono esclusi i contratti di locazione per uso transitorio, foresterie, locazioni brevi, immobili affittati da società o professionisti, e quelli in cui l’inquilino non ha la residenza anagrafica. Gli inquilini interessati dovranno sottoscrivere il nuovo contratto entro 30 giorni dalla convocazione.
Cambio alloggio per chi vive in appartamenti troppo grandi o di valore elevato
Non potranno accedere agli sconti gli inquilini con abitazioni oltre i 120 mq, o che siano titolari di proprietà adeguate per dimensione o valore catastale (oltre 150.000 euro, o 200.000 per over 80 e disabili). In questi casi, è possibile richiedere un cambio alloggio, verso unità più piccole nello stesso stabile o in altre proprietà del Comparto PAT o del Trivulzio.
Manutenzione e commissione paritetica per la gestione delle richieste
L’intesa prevede la costituzione di una commissione paritetica con rappresentanti di Invimit, dei sindacati e degli inquilini, incaricata di valutare singole richieste particolari. Invimit si impegna inoltre a redigere un piano di riqualificazione e manutenzione degli immobili, da condividere con le organizzazioni sindacali, al fine di garantire la sostenibilità a lungo termine del patrimonio abitativo.
Invimit e sindacati: “Accordo frutto di un dialogo costruttivo”
Invimit ha sottolineato il raggiungimento di un equilibrio tra sostenibilità economica e tutela sociale. “Questo accordo conferma la nostra attenzione alla gestione responsabile del patrimonio pubblico – ha dichiarato Invimit – nel rispetto delle esigenze degli inquilini e della redditività del comparto per il quotista, il Pio Albergo Trivulzio”.
Le sigle sindacali hanno espresso soddisfazione per l’intesa raggiunta. “Abbiamo ottenuto risultati importanti per tutti gli inquilini, soprattutto per le famiglie fragili – affermano in una nota SUNIA, SICET e Unione Inquilini –. Ora serve un passo avanti anche dal Trivulzio, che invece continua a rifiutare il confronto e a ignorare le criticità nella gestione dei restanti immobili”.