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Milano, al via un progetto pilota di mediazione culturale per l’assistenza ai pazienti fragili

Milano – Migliorare l’accesso alle cure e garantire un’accoglienza più umana e inclusiva per i pazienti più vulnerabili. È questo l’obiettivo del nuovo servizio di mediazione culturale e orientamento socio-sanitario avviato presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, grazie a una collaborazione tra ASST Fatebenefratelli Sacco, Comune di Milano, Fondazione Arca ed Emergency ONG ETS. Un supporto […]

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Milano – Migliorare l’accesso alle cure e garantire un’accoglienza più umana e inclusiva per i pazienti più vulnerabili. È questo l’obiettivo del nuovo servizio di mediazione culturale e orientamento socio-sanitario avviato presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, grazie a una collaborazione tra ASST Fatebenefratelli Sacco, Comune di Milano, Fondazione Arca ed Emergency ONG ETS.

Un supporto mirato per chi vive in condizioni di fragilità

Il servizio si rivolge in particolare a persone senza fissa dimora, cittadini stranieri e utenti fragili che accedono al Pronto Soccorso come unico punto di contatto con il sistema sanitario. L’iniziativa nasce per fornire orientamento, mediazione linguistica e culturale, facilitando la relazione tra operatori e pazienti, e migliorando così l’efficacia dell’intervento clinico e sociale.

Una rete integrata tra sanitario e sociale

“Abbiamo chiesto che la sanità lombarda sia sempre più presente nei contesti di disagio e marginalità”, ha dichiarato Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, durante la presentazione del progetto. “Questa sperimentazione rappresenta un primo passo concreto verso un modello di presa in carico integrata, dove la fiducia tra operatori e persone fragili è il perno dell’efficacia”.

Un laboratorio per nuovi modelli di cura

Il progetto del Fatebenefratelli si propone anche come modello sperimentale da replicare su scala regionale. “Monitoriamo costantemente l’andamento di questa realtà – ha aggiunto Bertolaso – perché ciò che funziona qui può diventare un punto di riferimento per altri ospedali di Milano e della Lombardia. L’obiettivo è costruire un sistema più equo e vicino ai bisogni reali delle persone.”

Inclusione e salute: il ruolo chiave della mediazione culturale

In un contesto urbano sempre più multiculturale, la mediazione culturale si conferma uno strumento essenziale per garantire l’accessibilità ai servizi sanitari e per prevenire situazioni di esclusione. Il progetto prevede l’impiego di mediatori specializzati, capaci di accompagnare i pazienti nel percorso di cura, decodificando non solo le barriere linguistiche, ma anche quelle culturali e burocratiche.

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