Milano alza ancora la tassa di soggiorno: fino a 12 euro negli hotel a 5 stelle
Dal 1° aprile nuove tariffe rimodulate dal Comune: aumenti per il lusso, riduzioni per le categorie inferiori
Milano ritocca ancora la tassa di soggiorno. Dal 1° aprile 2026 entrerà in vigore una nuova rimodulazione delle tariffe approvata dalla Giunta comunale, che interviene sulle cifre già fissate nei mesi scorsi. La novità principale riguarda le strutture di fascia alta: per chi pernotta in un hotel a cinque stelle l’imposta salirà a 12 euro a notte, due euro in più rispetto agli attuali 10. Una scelta che punta a concentrare l’aumento sulle strutture più lussuose, lasciando invariata la quota per i quattro stelle, che resta ferma a 10 euro.
Sconti per tre, due e una stella
Se il segmento luxury paga di più, per le categorie inferiori la direzione è opposta. Gli hotel a tre stelle scendono da 7,50 a 7 euro a notte. Per i due stelle la tassa passa da 5 a 4 euro, mentre per le strutture a una stella si riduce da 4 a 3 euro. Nessuna variazione per ostelli, confermati a 3 euro, così come per case per ferie, che restano a 7 euro. Invariata anche la quota di 9,50 euro per affitti brevi, bed & breakfast e case vacanza.
Olimpiadi 2026 e Decreto Anticipi: perché Milano può aumentare
Il margine per intervenire sulle tariffe deriva dalle norme nazionali legate a Milano-Cortina 2026. Il cosiddetto Decreto Anticipi consente ai Comuni della Lombardia e del Veneto situati entro 30 chilometri dalle sedi olimpiche di aumentare, limitatamente al 2026, l’imposta di soggiorno fino a 5 euro per notte.
A questa possibilità si aggiunge quanto previsto dalla Legge Finanziaria 2026, che ha aperto a un ulteriore incremento di 2 euro. Un combinato disposto che ha offerto a Palazzo Marino lo spazio normativo per ritoccare verso l’alto la tariffa degli hotel cinque stelle.