Milano cambia il volto del verde urbano e impone l’erba alta nei parchi: più biodiversità e meno caldo con lo sfalcio ridotto
Milano rende stabile lo sfalcio ridotto nei parchi: più biodiversità, meno caldo e migliore gestione dell’acqua urbana.
A Milano l’erba alta non è più un’eccezione, ma una scelta strutturale. Il Comune ha deciso di rendere permanente lo sfalcio ridotto nei parchi cittadini, superando la fase sperimentale avviata negli anni scorsi. Una decisione che punta a trasformare la gestione del verde in chiave ambientale, con benefici che vanno oltre l’aspetto estetico.
I dati raccolti insieme all’Università di Milano-Bicocca confermano l’efficacia della strategia. Nelle zone dove il taglio dell’erba è meno frequente si registra un aumento significativo della biodiversità, con incrementi che possono arrivare fino al 60%. Un risultato rilevante per una grande città, dove la pressione urbana mette spesso a rischio gli equilibri naturali.
Un alleato contro caldo e piogge intense
Lo sfalcio ridotto non ha solo effetti sull’ecosistema. I prati lasciati crescere contribuiscono a migliorare la gestione delle acque e a mitigare le temperature. Durante i temporali, trattengono meglio l’acqua piovana, riducendo il rischio di accumuli e allagamenti. Nei periodi più caldi, invece, favoriscono un raffrescamento naturale, abbassando la temperatura percepita rispetto ai prati rasati.
Tra polemiche e consapevolezza
La scelta non è stata esente da critiche, soprattutto per il timore che l’erba alta possa essere percepita come segno di trascuratezza. L’amministrazione punta però a chiarire la distinzione tra le aree progettate con sfalcio ridotto e quelle che devono essere mantenute secondo standard tradizionali, garantendo una gestione ordinata e riconoscibile degli spazi.
Più aree coinvolte verso una gestione più efficiente
Le superfici interessate dal progetto sono cresciute sensibilmente rispetto all’inizio della sperimentazione, arrivando a circa 1,6 milioni di metri quadrati distribuiti in quasi cento aree della città. Dai grandi parchi come Sempione, Lambro e Cave fino ai giardini Indro Montanelli, il modello si estende anche a scarpate, margini e zone meno visibili, creando veri e propri corridoi ecologici.
A coordinare il sistema è ora MM, la società partecipata che gestisce la manutenzione del verde urbano. Questo consente un controllo più diretto degli interventi e una maggiore efficienza nella gestione delle risorse, in particolare dell’acqua.