Milano: confermato il divieto di avvicinamento per Alessandro Basciano nei confronti di Sophie Codegoni
Milano – La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la misura cautelare del divieto di avvicinamento disposta nei confronti di Alessandro Basciano. Il provvedimento era stato inizialmente emesso dal Tribunale del Riesame di Milano nel febbraio scorso, in seguito a un’indagine per stalking a danno dell’ex compagna, l’influencer Sophie Codegoni. Basciano dovrà mantenere […]
Milano – La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la misura cautelare del divieto di avvicinamento disposta nei confronti di Alessandro Basciano. Il provvedimento era stato inizialmente emesso dal Tribunale del Riesame di Milano nel febbraio scorso, in seguito a un’indagine per stalking a danno dell’ex compagna, l’influencer Sophie Codegoni.
Basciano dovrà mantenere le distanze: previsto anche il braccialetto elettronico
Secondo quanto disposto, il 35enne dj dovrà rimanere ad almeno 500 metri di distanza dai luoghi abitualmente frequentati da Sophie Codegoni e gli sarà vietato qualsiasi tipo di contatto diretto o indiretto con lei. La misura include anche l’obbligo di indossare un dispositivo elettronico di controllo; nel caso in cui Basciano si rifiutasse, scatterebbero gli arresti domiciliari.
I fatti: dall’arresto alla scarcerazione, fino al ricorso in Cassazione
Basciano era stato arrestato a novembre 2024, ma era stato rilasciato dopo due giorni. Tuttavia, la Procura aveva impugnato la decisione, chiedendo al Riesame una misura cautelare più restrittiva, ovvero gli arresti domiciliari. Il Tribunale aveva invece optato per il divieto di avvicinamento, sospendendone però l’esecutività in attesa della decisione della Suprema Corte, richiesta dallo stesso indagato tramite ricorso.
Il Riesame: “Nessun segnale di consapevolezza” da parte dell’indagato
Nel motivare la decisione, i giudici del Riesame avevano sottolineato la mancanza di presa di coscienza da parte di Basciano rispetto alla gravità dei comportamenti contestati. L’uomo avrebbe infatti continuato a screditare pubblicamente l’ex compagna, attribuendole la responsabilità delle sue reazioni aggressive, circostanza che ha pesato nella conferma della misura cautelare.