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Milano, corteo per Gaza: 10mila in piazza. Scontri e tensioni alla Stazione Centrale

Manifestazione pro Palestina a Milano con migliaia di persone. Occupato il liceo Manzoni, bandiere bruciate e scontri con la polizia.

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Milano ha visto scendere in strada circa 10mila persone per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e la fine dei rapporti del governo italiano con Israele. La manifestazione, indetta dall’Unione Sindacale di Base, è partita da piazzale Cadorna nonostante il maltempo, coinvolgendo studenti, docenti, personale accademico e lavoratori del trasporto pubblico.

Dal corteo al caos: scontri alla Stazione Centrale

Il corteo ha attraversato le vie del centro fino a piazza Duca d’Aosta, di fronte alla Stazione Centrale. Qui la tensione è esplosa: un gruppo di manifestanti ha tentato di entrare nella metropolitana e successivamente nella Galleria delle Carrozze, scontrandosi con la polizia in tenuta antisommossa. Sono volati oggetti, parti di impalcature e persino idranti contro gli agenti, che hanno risposto con cariche e lacrimogeni.

Bandiere bruciate e cori contro Usa, Israele e Ue

Durante il corteo, davanti al consolato generale americano, alcuni manifestanti hanno incendiato le bandiere di Israele, Stati Uniti, Unione Europea e Nato. Dallo speaker del camion sono arrivate accuse dure: “Lo Stato ha le stesse responsabilità di quelle israeliane e sioniste”. Il gesto ha acceso ulteriormente gli animi della piazza.

L’occupazione del liceo Manzoni

In parallelo al corteo, gli studenti del liceo classico Manzoni hanno annunciato l’occupazione della scuola con un comunicato: “Blocchiamo la nostra scuola per denunciare il silenzio del governo sulla Palestina e le esportazioni di armi”. L’iniziativa è stata definita dagli stessi ragazzi come “uno dei gesti più forti a disposizione degli studenti”.

Uno sciopero nazionale per Gaza

La mobilitazione di Milano si inserisce nella giornata di sciopero proclamata dall’Unione Sindacale di Base in sostegno del progetto Global Sumud Flotilla, la rete di imbarcazioni che tenta di portare aiuti umanitari a Gaza via mare. Hanno aderito lavoratori di diversi settori, compresi i trasporti, insieme a studenti e personale universitario.

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