Milano Cortina 2026, è boom occupazionale: 36mila nuovi posti di lavoro e oltre 100mila candidature
I Giochi invernali trainano lavoro e formazione: migliaia di assunzioni, nuove competenze e un’eredità che va oltre l’evento.
I Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 si stanno affermando come uno dei più potenti acceleratori occupazionali degli ultimi anni. Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Milano Cortina e dal CONI, l’impatto complessivo sull’occupazione è stimato in circa 36mila posti di lavoro, tra impieghi diretti e indotto.
Dai cantieri all’accoglienza: i settori trainanti
La spinta occupazionale coinvolge un ampio spettro di professionalità. Accanto ai profili altamente specializzati – tecnici degli impianti, maestri del ghiaccio, addetti alla manutenzione – cresce la domanda nei servizi legati all’accoglienza: turismo, ristorazione, catering, logistica, sicurezza e pulizie.
Nei territori montani l’impatto è già tangibile. Nel Bellunese, ad esempio, il settore edile sta vivendo una fase di forte rilancio, con nuove imprese attive e un aumento significativo della massa salariale, segno di un’economia locale rimessa in moto dai cantieri olimpici.
Quasi mezzo milione di imprese coinvolte
Il perimetro economico dei Giochi è vastissimo. Nelle aree interessate dall’evento operano circa 490mila micro e piccole imprese, che occupano complessivamente 1,3 milioni di addetti. Per oltre la metà di queste aziende, Milano Cortina rappresenta un’occasione concreta di crescita, innovazione e riposizionamento sul mercato. Accanto ai numeri, la governance dell’evento punta anche sulla qualità del lavoro, con attenzione alla parità di genere, alla trasparenza contrattuale e al rispetto dei contratti collettivi lungo tutta la filiera degli appalti.
Giovani e formazione: l’eredità che resta
Uno dei pilastri del progetto olimpico è l’investimento sulle nuove generazioni. Con il programma Gen26, l’obiettivo è coinvolgere milioni di giovani trasformando l’evento sportivo in un percorso di apprendimento e orientamento professionale. Nascono così iniziative innovative come il Media Lab di Malpensa, sviluppato con le università milanesi, che offre a studenti e creatori di contenuti un laboratorio tecnologico avanzato per raccontare i Giochi a livello globale.
Università, volontari e crediti formativi
Il legame tra mondo accademico e organizzazione operativa si rafforza grazie a programmi di formazione che coinvolgono oltre dieci atenei. L’esperienza sul campo di volontari e tirocinanti viene riconosciuta e certificata, trasformandosi in crediti formativi utili per l’ingresso nel mondo del lavoro.
Oltre 100mila candidature per lavorare ai Giochi
L’attrattività di Milano Cortina emerge anche dai numeri del recruiting. Secondo un’analisi di Randstad, partner ufficiale per la selezione del personale, sono state raccolte circa 100mila candidature per lavorare all’organizzazione dei Giochi.
In media, ogni annuncio ha ricevuto oltre cento candidature, con picchi nei settori della formazione, delle attività sportive, dei servizi culturali e del turismo. Trasporti e logistica risultano invece i comparti con il maggior numero di offerte pubblicate.
Contratti, competenze e nodo alloggi
La maggior parte delle posizioni riguarda contratti a termine, con lavoratori provenienti non solo dai territori coinvolti ma anche da altre regioni e dall’estero. Resta però aperta la questione abitativa, soprattutto a Milano e nelle località sciistiche, dove il caro affitti rischia di diventare un freno alla piena partecipazione. Sul fronte delle competenze, la domanda si concentra su profili con una forte preparazione linguistica, digitale e relazionale, capaci di operare in contesti complessi e multiculturali.