Milano-Cortina 2026: inaugurato il Villaggio olimpico, 1.700 posti letto e lavori per 140 milioni
A Milano è stato inaugura il Villaggio olimpico di Porta Romana: 1.700 camere per gli atleti e futuro studentato
È stato inaugurato a Milano il Villaggio olimpico e paralimpico destinato ai Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, situato nello Scalo di Porta Romana. L’opera, realizzata in soli 30 mesi, è stata completata in anticipo rispetto ai tempi previsti, con appalti per 140 milioni di euro affidati interamente a imprese e fornitori italiani.
Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima, ha sottolineato come l’intervento rappresenti «un esempio di collaborazione concreta tra pubblico e privato» e abbia permesso di rispettare tempi record nonostante la complessità del progetto.
Struttura e destinazione futura
Il complesso comprende 105 mila metri quadrati di residenze, metà delle quali convenzionate e popolari, e 1.700 camere che ospiteranno gli atleti durante le Olimpiadi. Dopo l’evento sportivo, il Villaggio sarà trasformato nel più grande studentato d’Italia, con arredi già predisposti per ridurre sprechi e velocizzare la conversione.
La consegna alla Fondazione Milano-Cortina avverrà formalmente mercoledì 1 ottobre,. Gli spazi saranno gestiti dalla fondazione fino al termine della fase di conversione, prevista per marzo 2026.
Spazi pubblici ancora da completare
Attualmente il Villaggio risulta “semifinito”, mancando circa 40 mila metri quadrati destinati a spazi pubblici e comuni. Questi saranno completati dopo le Olimpiadi, garantendo un futuro urbano più funzionale e accessibile.
Ferdinando Boccia, presidente della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Commercialisti, ha commentato: «Le Olimpiadi saranno ricordate per lo sport, ma il Villaggio rimarrà come segno tangibile di responsabilità urbana».
Rigenerazione urbana e sfida futura
Il Villaggio olimpico segna il primo passo nella rigenerazione dello Scalo di Porta Romana, valorizzando l’area milanese con strutture residenziali, servizi e infrastrutture pubbliche. La vera sfida sarà la conversione rapida in studentato, per garantire un uso civile e duraturo dell’opera, creando un esempio virtuoso di progettazione sostenibile e multipurpose.