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Milano-Cortina 2026, la bolla degli alloggi si sgonfia: tariffe giù fino al 75% e domanda in frenata

Smentite le cifre shock circolate nei mesi scorsi: l’ultima indagine Altroconsumo fotografa un netto ridimensionamento dei prezzi

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I costi considerati fuori controllo per dormire durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sembrano già un ricordo. A poche settimane dall’evento, una nuova rilevazione di Altroconsumo ridisegna completamente lo scenario: in appena due mesi le tariffe per un weekend olimpico di febbraio sono scese in modo sensibile, con una riduzione media del 30% e picchi clamorosi nelle località di montagna, dove Cortina d’Ampezzo arriva a segnare un crollo del 75%.

Domanda più debole del previsto e tariffe riviste al ribasso

Il dato che emerge con maggiore chiarezza è uno: la domanda non ha tenuto il passo delle aspettative iniziali. Host e albergatori avevano puntato su un boom di prenotazioni che, almeno per ora, non si è concretizzato. Il risultato è stato un rapido aggiustamento delle tariffe. Secondo l’associazione dei consumatori, il costo medio complessivo di un fine settimana olimpico per due persone – includendo viaggio, due notti e biglietti per le gare – è passato dai quasi 1.900 euro stimati a dicembre a poco più di 1.100 euro a fine gennaio.

Cortina guida la discesa, Milano tiene di più

Il calo dei prezzi non è uniforme. Cortina d’Ampezzo è l’esempio più evidente: oggi un weekend olimpico costa in media poco più di 500 euro, contro oltre 2.000 euro di due mesi fa. Un ribaltamento totale se si pensa che ora la spesa risulta persino leggermente inferiore a quella di un normale fine settimana di gennaio. In Valtellina la discesa è meno drastica ma comunque marcata, mentre Milano e Val di Fiemme restano le aree dove i prezzi tengono di più, pur mostrando segnali evidenti di ridimensionamento.

Disponibilità ampia e prenotazioni rallentate

Altroconsumo monitora i costi degli alloggi olimpici già dalla scorsa estate e il dato più interessante, oltre al taglio delle tariffe, è la disponibilità ancora elevata di camere e appartamenti. Un segnale che lascia intendere come i prezzi gonfiati abbiano inizialmente raffreddato le prenotazioni. Non a caso, l’associazione suggerisce a chi ha già bloccato una sistemazione con cancellazione gratuita di rifare una verifica: oggi le opportunità di risparmio sono decisamente più concrete.

Hotel e affitti brevi: chi conviene davvero

Il ridimensionamento interessa sia gli alberghi sia gli affitti brevi, ma con dinamiche diverse a seconda delle località. A Cortina gli Airbnb restano leggermente più cari degli hotel, mentre in Valtellina accade il contrario. In Val di Fiemme gli affitti brevi superano nettamente le strutture alberghiere, mentre a Milano il divario è più contenuto e gli appartamenti risultano spesso la scelta più economica.

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