Milano: dallo Human Technopole due scoperte chiave sul funzionamento della tiroide
Milano – In occasione della Giornata mondiale della tiroide, in programma per domenica 25 maggio, lo Human Technopole di Milano annuncia due importanti progressi scientifici nello studio degli ormoni tiroidei. I risultati, frutto di collaborazioni con l’Erasmus University Medical Center di Rotterdam, l’Università degli Studi di Milano e l’Università Milano-Bicocca, svelano nuovi dettagli sui processi […]
Milano – In occasione della Giornata mondiale della tiroide, in programma per domenica 25 maggio, lo Human Technopole di Milano annuncia due importanti progressi scientifici nello studio degli ormoni tiroidei. I risultati, frutto di collaborazioni con l’Erasmus University Medical Center di Rotterdam, l’Università degli Studi di Milano e l’Università Milano-Bicocca, svelano nuovi dettagli sui processi di produzione e trasporto della levotiroxina, l’ormone tiroideo più abbondante e clinicamente rilevante.
Un passo avanti nella comprensione dei disturbi tiroidei
Il primo studio, pubblicato su The Journal of Biological Chemistry, ha chiarito il ruolo chiave di alcuni amminoacidi acidi all’interno della tireoglobulina, una proteina essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei. I ricercatori hanno dimostrato come piccole variazioni nella struttura della tireoglobulina possano compromettere la produzione di levotiroxina, con potenziali ricadute cliniche importanti per chi soffre di disfunzioni tiroidee. Lo studio apre la strada a nuovi approcci terapeutici mirati e personalizzati.
Svelato il meccanismo di trasporto degli ormoni tiroidei all’interno delle cellule
Nel secondo studio, pubblicato su Nature Communications, gli scienziati hanno utilizzato la crio-microscopia elettronica per visualizzare in alta definizione il comportamento delle proteine MCT8 e MCT10, i principali trasportatori degli ormoni tiroidei. Queste proteine, posizionate sulle membrane cellulari, agiscono come “porte molecolari” che regolano l’ingresso degli ormoni nel cervello e in altri organi. La scoperta del loro cambiamento strutturale durante il trasporto permette di comprendere meglio le condizioni patologiche legate a mutazioni genetiche.
Mutazioni genetiche e sostanze vegetali: nuovi elementi che ostacolano il trasporto ormonale
Il team di ricerca ha inoltre testato gli effetti di una sostanza naturale, la silicristina, e di una rara mutazione genetica associata alla sindrome di Allan–Herndon–Dudley. Entrambi i fattori risultano compromettere la funzionalità della proteina MCT8, bloccando il corretto passaggio degli ormoni. Questi risultati offrono nuovi strumenti per prevedere l’impatto di alterazioni genetiche sul funzionamento cellulare e per sviluppare futuri farmaci capaci di modulare l’attività di queste proteine trasportatrici.
Gli scienziati: “Un traguardo fondamentale per la medicina molecolare”
Francesca Coscia, a capo del team di ricerca presso il Centro di biologia strutturale dello Human Technopole e autrice principale di entrambi gli studi, ha sottolineato: “Capire come gli ormoni tiroidei vengono trasportati nelle cellule è cruciale per intervenire efficacemente nei casi di disfunzione. Grazie alla crio-microscopia abbiamo ricostruito le fasi chiave di questo processo, individuando anche i punti più vulnerabili della proteina trasportatrice, spesso soggetti a mutazioni.”
Marino Zerial, direttore dello Human Technopole, ha aggiunto: “Queste scoperte rappresentano un significativo avanzamento nella conoscenza della fisiologia tiroidea. Confermano il nostro impegno a lungo termine nello studio dei processi biologici che governano la salute umana e la nostra missione di trasformare la ricerca in beneficio per le persone.”