Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Milano, ex ballerina accoltella il compagno: nel 2015 uccise l’ex convivente

Nuova lite finisce nel sangue in zona Adriano. La donna aveva già scontato 8 anni per un omicidio avvenuto in città

Di –

Milano torna a fare i conti con un nuovo episodio di violenza domestica. In un appartamento di via Soffredini, nel quartiere Adriano, una discussione tra conviventi si è trasformata in un’aggressione a colpi di coltello. Protagonista della vicenda è Oksana Murasova, 39 anni, ex ballerina, già nota alle cronache giudiziarie per un omicidio avvenuto nel 2015. L’uomo, un cinquantenne, è stato colpito al fianco sinistro ed è stato trasportato in codice giallo all’ospedale Niguarda. Le sue condizioni, secondo quanto emerso nelle ore successive, non sarebbero gravi.

La lite in casa e l’intervento dei soccorsi

L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di domenica 15 febbraio, poco dopo le 18. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, la tensione tra i due sarebbe salita rapidamente durante un litigio nato per motivi ancora da chiarire. In pochi minuti la discussione sarebbe degenerata fino al gesto violento: la donna avrebbe afferrato un coltello da cucina colpendo il compagno al fianco.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia e il pubblico ministero di turno, impegnati a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e a valutare i provvedimenti nei confronti della 39enne. La donna è stata accompagnata in Questura, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre proseguono gli accertamenti.

Il precedente del 2015: l’omicidio in via Ripamonti

Il nome di Oksana Murasova era già comparso nelle pagine di cronaca nera milanese undici anni fa. Il 3 aprile 2015, in un appartamento di via Ripamonti, durante una lite con l’allora convivente Ruslan Bilous, 31 anni, la donna lo colpì al petto con un coltello, provocandone la morte.

In primo grado la vicenda si concluse con una condanna più lieve, ma in appello la pena venne aumentata a oltre otto anni di reclusione. La sentenza divenne definitiva nel 2019 e la donna venne arrestata per scontare la condanna. Dopo aver trascorso circa otto anni in carcere, era tornata in libertà. All’epoca aveva sostenuto di aver agito in un momento di forte tensione, dichiarando di aver reagito d’impulso durante una discussione particolarmente accesa.

Condividi questo articolo

Altre notizie