Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Milano, famiglia sfrattata da una soffitta con muffa e senza riscaldamento: 700 euro al mese per un alloggio pignorato

Madre incinta, padre licenziato e un figlio di tre anni: il Comune paga un mini alloggio di emergenza mentre mancano le case transitorie. Gorini (Verdi): “Mercato della casa razzista”

Di

Lunedì 4 maggio l’ufficiale giudiziario ha eseguito lo sfratto della famiglia che viveva nella soffitta di via Ascanio Sforza 73 a Milano – padre, madre incinta al momento dei fatti e un figlio di tre anni – il cui caso era emerso a fine marzo. In assenza di un alloggio SAT (Servizi Abitativi Transitori) disponibile, nonostante la famiglia fosse stata dichiarata idonea, i servizi sociali comunali li hanno indirizzati verso un mini alloggio il cui costo sarà sostenuto dal Comune di Milano per alcune settimane.

Settecento euro al mese per un appartamento pignorato: la truffa dell’agenzia immobiliare

La vicenda presenta profili di particolare gravità. La famiglia aveva versato una caparra di 5.000 euro e stava pagando 700 euro mensili di affitto per una soffitta priva di riscaldamento, acqua calda e con evidenti problemi di muffa. Condizioni già giudicate incompatibili con la gravidanza dai medici intervenuti. Solo dopo nove mesi di permanenza la famiglia ha scoperto che sull’immobile gravava un ordine di pignoramento, rendendo inevitabile lo sgombero. A rendere ancora più grave la situazione, l’affitto era stato mediato da un’agenzia immobiliare, che avrebbe dovuto rappresentare una garanzia contro questo tipo di rischi e che invece non ha rilevato la situazione debitoria del proprietario.

Nessun alloggio transitorio disponibile nonostante l’idoneità riconosciuta

Il caso è approdato in consiglio comunale nella seduta di lunedì pomeriggio, portato all’attenzione dell’assemblea da Tommaso Gorini, capogruppo di Europa Verde. “Nell’ultimo mese abbiamo sollecitato gli assessorati”, ha dichiarato il consigliere, “l’unica risposta dagli uffici è stata che per questa famiglia di tre persone, pur valutata idonea a un alloggio transitorio, non c’era un alloggio disponibile”. Una risposta che fotografa con precisione il cortocircuito del sistema abitativo milanese: famiglie certificate come aventi diritto che restano comunque senza soluzione strutturale per mancanza di patrimonio immobiliare pubblico disponibile.

Il padre licenziato, il lavoro perso per curare la moglie: il costo umano della crisi

Alle difficoltà abitative si è aggiunto il collasso lavorativo. Il padre della famiglia, impiegato come facchino in alcuni hotel, ha perso il lavoro dopo essere stato costretto a saltare diversi turni per assistere la moglie durante le fasi più critiche della vicenda. Un meccanismo che trasforma una crisi abitativa in una crisi economica complessiva, rendendo ancora più difficile qualsiasi percorso di autonomia.

Gorini: “Mercato razzista e classe parassitaria che si approfitta dei vulnerabili”

La denuncia di Gorini non si è fermata al caso specifico ma ha investito il sistema più ampio. Il consigliere ha ricordato la disparità tra Comune e Regione nell’assegnazione degli alloggi transitori (il 25% del patrimonio comunale contro il 4% regionale) e ha usato parole nette per descrivere il mercato privato: “Abbiamo un mercato dell’abitare, a Milano, che è razzista, perché queste persone, nonostante abbiano un lavoro, non accedono alle case perché hanno un cognome straniero, e abbiamo una classe parassitaria di persone che si approfittano di loro”. Europa Verde ha annunciato che tornerà a chiedere riscontri sulla situazione della famiglia nelle prossime settimane.

Condividi questo articolo

Altre notizie