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Milano, finto maresciallo truffa un'anziana a Stadera: arrestato dopo la fuga

Il 33enne, notato dagli agenti mentre osservava insistentemente il cellulare, è stato bloccato con contanti, gioielli e orologi sottratti alla vittima

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Un uomo italiano di 33 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Milano per un'estorsione commessa ai danni di una donna di 88 anni, raggirata con il consueto schema del finto militare dell'Arma. L'operazione porta la firma della 6^ Sezione della Squadra Mobile milanese, impegnata in un servizio mirato al contrasto delle truffe agli anziani.


L'attenzione dei poliziotti si è concentrata sull'uomo dopo averlo notato muoversi con atteggiamento sospetto nel centro cittadino, mentre osservava con insistenza lo schermo del proprio telefono cellulare, come in attesa di istruzioni. Da quel momento gli agenti hanno deciso di pedinarlo, seguendolo fino al quartiere Stadera.


L'ingresso in via Montegani e il controllo decisivo


Giunto in via Montegani, il 33enne è entrato in uno stabile del quartiere, per poi uscirne circa venti minuti dopo. È a quel punto che gli agenti lo hanno fermato per un controllo, trovandolo in possesso di oltre mille euro in contanti, oltre a gioielli e orologi nascosti nelle tasche dei pantaloni: un bottino che ha subito insospettito gli investigatori sulla reale natura della visita appena effettuata.


Le indagini hanno permesso di risalire rapidamente alla vittima, un'anziana di 88 anni residente proprio nello stabile in cui l'uomo aveva fatto ingresso poco prima. Ascoltata dagli agenti, la donna ha ricostruito nel dettaglio la dinamica del raggiro subito.


Lo schema del finto maresciallo e della "figlia" in lacrime


Secondo il racconto della vittima, tutto è iniziato con una telefonata ricevuta sul telefono fisso da un uomo che si è presentato come maresciallo dei Carabinieri, informandola che la figlia era stata coinvolta nell'investimento di un bambino. Per evitarle il carcere, sosteneva l'interlocutore, la donna avrebbe dovuto consegnare immediatamente denaro e preziosi a un incaricato che si sarebbe presentato a casa. Subito dopo, sul cellulare dell'anziana, un'altra voce femminile in lacrime si è spacciata per la figlia, chiedendo aiuto e rafforzando così la messinscena orchestrata dai truffatori.


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