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Milano, il Leoncavallo respinge il trasferimento a San Dionigi: “Area inagibile e malsana, la nostra storia merita di più”

Il centro sociale boccia il trasferimento nell’area dismessa di San Dionigi: attività nomadi e archivio storico in fase di tutela

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A pochi giorni dal corteo del 6 settembre, che ha portato in strada circa 50.000 persone, il centro sociale Leoncavallo ha chiarito la sua posizione sulla possibile nuova sede in via San Dionigi. In un lungo comunicato, i collettivi hanno definito l’area “non all’altezza della nostra storia”, rifiutando il trasferimento proposto dal Comune di Milano dopo lo sgombero della storica sede di via Watteau il 21 agosto.

Via Watteau vs San Dionigi: un confronto difficile

Secondo il Leoncavallo, le due aree non possono essere confrontate. Via Watteau, ex cartiera, è stata adattata negli ultimi trent’anni per ospitare attività sociali e culturali, risultando sicura e perfettamente funzionante. L’area di San Dionigi, invece, risulta completamente dismessa e inagibile fino a bonifica e messa a norma. I militanti sottolineano come i costi necessari per rendere fruibile lo spazio siano elevatissimi, e ricordano che i precedenti bandi sono andati deserti. Nel comunicato non mancano critiche al costruttore Manfredi Catella e all’ex vicesindaco Riccardo De Corato, ritenuti poco interessati a sostenere la nuova sede.

Attività nomadi e progetti culturali

In attesa di una sistemazione stabile, il Leoncavallo continuerà le proprie attività in forma nomade. Il centro sociale intende mantenere attivo il calendario culturale con iniziative riconosciute a livello nazionale ed europeo, come La Terra Trema e la Festa della Semina e del Raccolto, oltre a una serie di eventi volti a sostenere la Cassa di resistenza. Nonostante le incertezze, i collettivi puntano a preservare la vitalità culturale e sociale che ha da sempre caratterizzato lo spazio.

Archivio storico tutelato

Contemporaneamente, la Soprintendenza Archivistica ha avviato le pratiche per il riconoscimento ufficiale dell’archivio storico del Leoncavallo, dedicato a Fausto e Iaio. Questo patrimonio di grande valore pubblico si affianca ai celebri graffiti di Dauntaun, già oggetto di dibattito sulla storia artistica della città e sull’identità culturale dell’area di via Watteau.

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