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Milano: il ministro Nordio libera Abedini, l’ingegnere iraniano torna in patria

Milano – Mohammad Abedininajafabadi, ingegnere iraniano arrestato lo scorso dicembre su richiesta degli Stati Uniti, è stato liberato nella mattina di domenica 12 gennaio 2025 dal carcere di Opera. La decisione arriva dopo che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha depositato presso la Corte d’Appello di Milano la richiesta ufficiale di revoca degli arresti. […]

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Milano – Mohammad Abedininajafabadi, ingegnere iraniano arrestato lo scorso dicembre su richiesta degli Stati Uniti, è stato liberato nella mattina di domenica 12 gennaio 2025 dal carcere di Opera. La decisione arriva dopo che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha depositato presso la Corte d’Appello di Milano la richiesta ufficiale di revoca degli arresti.

La motivazione della revoca

In una nota ufficiale, il Ministero della Giustizia ha spiegato che, secondo l’articolo 2 del trattato di estradizione tra Italia e Stati Uniti, possono dar luogo all’estradizione solo i reati che entrambe le legislazioni riconoscono come tali.

“Le accuse degli Stati Uniti non trovano riscontro nelle leggi italiane. Non emergono prove sufficienti per supportare le imputazioni relative al sostegno a organizzazioni terroristiche. Le attività condotte da Abedini, legate alla produzione e commercio di strumenti tecnologici, risultano avere potenziali applicazioni militari ma non esclusivamente”, si legge nel comunicato.

Le accuse e l’arresto a Malpensa

Le autorità hanno fermato Abedini il 16 dicembre 2024 all’aeroporto di Malpensa su richiesta degli Stati Uniti. Con l’accusa di aver fornito componenti per droni agli IRGC, il corpo militare iraniano noto come Pasdaran. Secondo Washington, tali droni sarebbero stati utilizzati in attacchi che hanno causato la morte di tre soldati americani in Giordania.

Il ministero ha sottolineato che non vi sono prove sufficienti per confermare il coinvolgimento diretto dell’ingegnere nelle attività attribuitegli.

Le implicazioni diplomatiche: il caso Cecilia Sala

La vicenda di Abedini si intreccia con quella della giornalista italiana Cecilia Sala, arrestata in Iran e liberata dopo 21 giorni di detenzione. Nonostante manchino conferme ufficiali di una connessione tra i due casi, appare chiaro che Teheran abbia posto come condizione implicita la liberazione dell’ingegnere per garantire il rilascio della reporter italiana.

Il ritorno in Iran

Dopo la scarcerazione, Abedini ha scelto di tornare nel suo Paese d’origine. Pur avendo la possibilità di rimanere in Italia o trasferirsi in Svizzera, dove detiene la cittadinanza. L’ingegnere è atterrato in Iran nel pomeriggio di domenica.

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