Milano: il Municipio 6 chiede lo stop agli accordi con Israele
Approvato un ordine del giorno per il rispetto del diritto internazionale e la tutela del popolo palestinese Milano – Il Consiglio del Municipio 6 di Milano ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno che propone la sospensione immediata degli accordi economici, politici e militari con lo Stato di Israele, in risposta alle gravi […]
Approvato un ordine del giorno per il rispetto del diritto internazionale e la tutela del popolo palestinese
Milano – Il Consiglio del Municipio 6 di Milano ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno che propone la sospensione immediata degli accordi economici, politici e militari con lo Stato di Israele, in risposta alle gravi violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi. La mozione, dal titolo “Azioni urgenti per fermare lo sterminio del popolo palestinese”, è stata presentata dai consiglieri Niccolò Libero Orlando e Giulia Joo (Partito Democratico), insieme a Marco Moro (Europa Verde).
Una presa di posizione netta delle istituzioni locali
Nel testo approvato si fa riferimento al massiccio bilancio di vittime civili nella Striscia di Gaza, stimato dalle Nazioni Unite in oltre 50.000 morti, di cui almeno 15.000 bambini, oltre alla distruzione di infrastrutture essenziali come scuole e ospedali. Il documento denuncia anche la situazione in Cisgiordania, dove proseguono le violenze e le incursioni, aggravando le condizioni della popolazione sotto occupazione militare.
«Non possiamo più intrattenere relazioni con uno Stato che bombarda ospedali, affama i civili e ignora le risoluzioni internazionali», ha dichiarato Orlando. «È tempo di una presa di responsabilità politica chiara».
Appello alla comunità internazionale
Il Consiglio municipale chiede che le istituzioni italiane ed europee si attivino per:
- un immediato cessate il fuoco;
- l’invio di aiuti umanitari urgenti;
- il blocco della deportazione forzata dei civili palestinesi;
- la sospensione degli accordi in essere con Israele fino al rispetto delle risoluzioni ONU, della Corte Internazionale di Giustizia e della Corte Penale Internazionale.
Viene inoltre richiesto un impegno dell’Unione Europea per la revisione dell’accordo di associazione economica con Israele, già messo in discussione da 17 Paesi europei e dal Regno Unito.
“La neutralità non è più accettabile”
«Di fronte alla sofferenza, la neutralità non è un’opzione. Essere rappresentanti istituzionali significa anche esercitare una responsabilità morale», ha commentato la consigliera Giulia Joo. Anche Marco Moro ha sottolineato la gravità della situazione: «Invece di dibattere se chiamarlo genocidio o meno, occorre guardare in faccia la realtà e agire. L’indifferenza delle democrazie occidentali è sconcertante».
Una richiesta per la pace fondata sui diritti umani
Il documento ribadisce che nessuna azione violenta – nemmeno quelle di Hamas – può giustificare la distruzione sistematica di civili e infrastrutture nei territori palestinesi. «La pace è una scelta politica», ha concluso Orlando. «E oggi, questa scelta passa anche dalla rottura di ogni complicità istituzionale con chi viola il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali».