Milano, inaugurato l’Ospedale di comunità a Niguarda: 20 posti letto e cure su misura per pazienti fragili
Taglio del nastro a Milano per l’Ospedale di comunità di Niguarda, struttura intermedia che rafforza l’assistenza a pazienti fragili e cronici
È stato inaugurato giovedì 2 aprile all’Ospedale Niguarda il nuovo Ospedale di comunità, struttura pensata per offrire cure intermedie tra l’assistenza domiciliare e il ricovero ospedaliero. Secondo la Regione Lombardia, il presidio è destinato a pazienti fragili e cronici che, pur non necessitando di cure ad alta intensità, non possono essere assistiti temporaneamente a domicilio, assicurando un passaggio sicuro tra ospedale e territorio.
Bertolaso: “Così rafforziamo la sanità di prossimità”
L’inaugurazione ha visto la partecipazione dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che ha sottolineato come la nuova struttura migliori l’appropriatezza dei ricoveri e potenzi la rete di cure territoriali. “Con questo ospedale rafforziamo la sanità di prossimità, offrendo risposte più mirate ai pazienti”, ha dichiarato Bertolaso.
Struttura e servizi dedicati
L’Ospedale di comunità dispone di 20 posti letto e spazi dedicati al recupero funzionale, tra cui soggiorni comuni e palestra attrezzata. La struttura è strettamente integrata con l’ospedale per acuti, garantendo accesso a visite specialistiche, esami diagnostici e consulenze multidisciplinari.
Il personale medico è presente quotidianamente per almeno 4,5 ore dal lunedì al sabato, con continuità assistenziale nelle restanti ore e nei festivi tramite guardia medica dei reparti di Medicina interna. Infermieri e operatori socio-sanitari assicurano assistenza continua.
Percorsi di cura personalizzati
Il nuovo presidio accoglie pazienti cronici o fragili, anziani e persone con riacutizzazioni di patologie stabilizzate ma non gestibili a domicilio. L’obiettivo è ridurre i ricoveri impropri, favorire la stabilizzazione clinica e accompagnare i pazienti verso il rientro a casa o strutture di lungo degenza.
Durante la degenza è prevista formazione per pazienti e caregiver su terapie e dispositivi medici, per garantire continuità delle cure anche dopo la dimissione. La presenza dei familiari è libera e considerata parte integrante del percorso di recupero.
Un ponte tra ospedale e territorio
L’Ospedale di comunità si distingue dagli ospedali per acuti perché non gestisce emergenze né patologie ad alta intensità, ma si concentra su pazienti stabilizzati con bisogni assistenziali continuativi. La struttura funge quindi da ponte tra ospedale e territorio, rafforzando la continuità delle cure e la rete sociosanitaria regionale.