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Milano, inchiesta escort e calciatori: al via gli interrogatori dei quattro arrestati ai domiciliari

Davanti al gip i presunti organizzatori del giro di prostituzione

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Sono iniziati al Palazzo di Giustizia di Milano gli interrogatori di garanzia dei quattro indagati posti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su un presunto sistema di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione legato a clienti facoltosi e personaggi noti, tra cui anche calciatori di Serie A. A condurre gli accertamenti è la giudice per le indagini preliminari Chiara Valori, chiamata ad ascoltare nel corso della giornata i destinatari delle misure cautelari eseguite nei giorni scorsi.

Chi sono i quattro indagati nell’inchiesta milanese

Secondo la ricostruzione investigativa, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi sarebbero i promotori dell’organizzazione, indicati come i referenti principali del presunto sistema. Alessio Salamone e Luan Amilton Fraga Luz vengono invece considerati dagli inquirenti come figure operative, incaricate della gestione concreta dei rapporti con le ragazze e con i clienti. Per l’accusa, il gruppo avrebbe agito attraverso una struttura formalmente riconducibile a una società di eventi, utilizzata però – secondo l’ipotesi investigativa – per coprire altre attività.

Cene esclusive e incontri riservati dopo le partite a San Siro

Tra gli elementi emersi nell’indagine vi sarebbe un presunto “pacchetto serale” rivolto ad alcuni clienti di alto profilo, in particolare dopo incontri disputati allo stadio San Siro contro Milan o Inter. Il servizio, secondo quanto ricostruito, comprenderebbe una cena in locali di fascia alta e un successivo incontro in hotel con una escort, a fronte di compensi di diverse migliaia di euro. Gli investigatori ritengono che parte consistente dei guadagni del gruppo derivasse proprio da questa attività parallela.

L’indagine partita dalla denuncia di una ex escort

L’inchiesta sarebbe nata dalla denuncia presentata da una donna che in passato avrebbe fatto parte del circuito e che successivamente avrebbe deciso di uscire dal contesto. Da quel momento sarebbero partiti approfondimenti investigativi, intercettazioni e analisi dei dispositivi sequestrati, con l’obiettivo di ricostruire flussi economici, ruoli interni e modalità operative del presunto sistema. Secondo l’accusa, alcune ragazze avrebbero anche soggiornato in immobili collegati all’organizzazione, ricevendo compensi per i servizi prestati.

Oltre 60 nomi di calciatori nei telefoni sequestrati

Uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta riguarda la presenza, nei telefoni analizzati dagli investigatori, dei cognomi di oltre 60 calciatori. La Procura starebbe valutando eventuali convocazioni come persone informate sui fatti, ma solo in presenza di riscontri concreti ulteriori rispetto alla semplice citazione nelle chat. Al momento, i clienti eventualmente coinvolti non risultano indagati né accusati di reati.

Sequestrati beni per oltre 1,2 milioni di euro

Parallelamente alle misure cautelari personali, gli inquirenti hanno eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla futura confisca per un valore superiore a 1,2 milioni di euro. Secondo la Procura, gli indagati avrebbero registrato entrate ritenute sproporzionate rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati al Fisco, con disponibilità economiche riconducibili quasi esclusivamente all’attività contestata.

Gli interrogatori rappresentano ora un passaggio centrale dell’indagine. Le dichiarazioni rese dagli indagati potranno incidere sulla conferma o sull’eventuale modifica delle misure cautelari già disposte.

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