Milano, inchiesta Hydra: al via il 20 maggio la maxi udienza per presunta alleanza tra mafie
Milano – È stata fissata per lunedì 20 maggio la prima udienza preliminare del procedimento giudiziario che coinvolge 143 imputati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, su una presunta rete criminale unificata da Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra. La maxi udienza si terrà nell’aula bunker del carcere di Opera e proseguirà con […]
Milano – È stata fissata per lunedì 20 maggio la prima udienza preliminare del procedimento giudiziario che coinvolge 143 imputati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, su una presunta rete criminale unificata da Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra. La maxi udienza si terrà nell’aula bunker del carcere di Opera e proseguirà con altre 23 sessioni già calendarizzate fino al 25 luglio.
Inchiesta Hydra: il presunto sistema mafioso attivo tra Milano e Varese
L’indagine, denominata “Hydra”, ha portato alla luce un ipotetico “sistema mafioso lombardo”, attivo tra le province di Milano e Varese, composto da elementi ritenuti affiliati a diverse famiglie mafiose. Tra i nomi di rilievo sotto accusa compaiono Paolo Aurelio Errante Parrino, considerato legato al mandamento trapanese di Castelvetrano, la famiglia Fidanzati di Palermo, la cosca dei Rispoli e il gruppo campano dei Senese.
Richieste di rinvio a giudizio e riti alternativi in valutazione
Il giudice dell’udienza preliminare, Emanuele Mancini, sarà chiamato a decidere sull’ammissione al processo di tutti gli imputati per i quali i pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, insieme al procuratore capo Marcello Viola, hanno avanzato richiesta di rinvio a giudizio. Non si esclude che durante l’udienza possano essere presentate richieste di riti alternativi.
Un procedimento giudiziario complesso
Nel 2023 il giudice per le indagini preliminari Tommaso Perna aveva inizialmente respinto 142 richieste di custodia cautelare su 153, autorizzando solo undici arresti e contestando l’ipotesi di una struttura unitaria fra le tre mafie. Tuttavia, il Tribunale del Riesame ha successivamente accolto l’impostazione dell’accusa, riconoscendo l’associazione mafiosa e ordinando il carcere per 41 indagati. La Cassazione ha poi confermato queste decisioni, dando via libera ai numerosi arresti eseguiti in seguito.