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Milano, interprete ucciso a coltellate in casa dopo un incontro su app: l’autopsia rivela almeno dieci colpi al volto

L’interprete di conferenza 60enne è stato trovato seminudo nel salotto della sua abitazione di via Oxilia, nel quartiere NoLo. Spariti cellulare, computer e portafogli.

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I primi risultati dell’autopsia eseguita sul corpo di Roberto Pietro Guerrino, l’interprete di conferenza sessantenne trovato morto sabato pomeriggio nella sua abitazione di via Nino Oxilia a Milano, nel quartiere NoLo, restituiscono un quadro di violenza brutale e concentrata. La vittima sarebbe stata colpita almeno una decina di volte nella parte alta del volto. L’esame medico-legale è stato affidato al pool di consulenti nominati dal pm Carlo Scalas.

Nessuna ferita da difesa: l’attacco lo ha colto di sorpresa

Un elemento orienta in modo particolare le indagini dei carabinieri: sul corpo di Guerrino non sarebbero state riscontrate ferite da difesa. Un dato significativo che suggerisce un attacco improvviso e ravvicinato, sferrato con una violenza tale da non lasciare alla vittima il tempo di reagire. La circostanza rafforza l’ipotesi di un aggressore conosciuto, entrato nell’appartamento senza destare allarme.

L’incontro tramite app e il corpo trovato seminudo

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Guerrino avrebbe incontrato nell’abitazione un uomo conosciuto tramite una app di appuntamenti. Il corpo è stato trovato seminudo nel salotto dell’appartamento al quarto piano, elemento che consolida l’ipotesi di un incontro privato degenerato in aggressione. Gli inquirenti stanno valutando se all’origine della violenza possa esserci stata una lite, forse connessa a una richiesta di denaro respinta dalla vittima.

Cellulare, computer e portafogli spariti: la pista della rapina letta con cautela

Dalla casa risultano spariti il telefono cellulare, il computer e il portafogli della vittima. Tuttavia la pista della rapina viene considerata con cautela dagli investigatori: più che un’irruzione casuale, l’ipotesi prevalente è che Guerrino abbia introdotto volontariamente il suo assassino nell’appartamento. Tra gli elementi al vaglio figura anche una possibile arma del delitto: una delle statuette di Siddharta che l’interprete, avvicinatosi da tempo al buddismo, conservava nell’abitazione.

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