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Milano, la ciclabile di corso Buenos Aires continua a dividere: “Serve buon senso e ascolto”

Il vicepresidente di Confcommercio Milano Gabriel Meghnagi riaccende il dibattito: “La ciclabile di corso Buenos Aires è una ferita aperta”.

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Le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa hanno riacceso il dibattito sulla pista ciclabile di corso Buenos Aires, uno dei temi più divisivi per la città di Milano.
A intervenire è Gabriel Meghnagi, vicepresidente di Confcommercio Milano e presidente di Ascobaires, che non usa mezzi termini: “Questa pista ciclabile combatte contro il buon senso e resta una ferita aperta per il commercio e per la viabilità”.

Meghnagi: “Non siamo contro le ciclabili, ma contro le scelte sbagliate”

Meghnagi precisa che i commercianti non sono contrari alle piste ciclabili, ma chiedono che siano progettate con equilibrio e logica. “Durante l’emergenza Covid – spiega – la ciclabile di corso Buenos Aires poteva avere un senso temporaneo. Ma renderla strutturale è stato un errore. Avevamo proposto al Comune di spostarla su vie parallele come Benedetto Marcello o Morgagni, per garantire più sicurezza, meno traffico e un migliore accesso alle attività commerciali”.

“Proposte ignorate e disagi crescenti per traffico e consegne”

Secondo il presidente di Ascobaires, le proposte dei commercianti sono rimaste inascoltate: “Le nostre idee di buon senso sono rimaste lettera morta. Oggi chi percorre corso Buenos Aires sperimenta ogni giorno il caos: tempi di percorrenza più lunghi, carenza di spazi per il carico e scarico merci e maggiore difficoltà per chi lavora sulla strada”.

I disagi non riguardano solo gli automobilisti, ma anche i ciclisti stessi, spesso costretti a muoversi in mezzo a traffico intenso e smog.

“Milano non può permettersi di perdere attrattività”

Guardando al futuro, Meghnagi auspica un nuovo dialogo con l’Amministrazione comunale, soprattutto in vista delle prossime elezioni: “È il momento di riaprire un confronto serio su corso Buenos Aires. Milano non può permettersi di perdere attrattività in uno dei suoi simboli commerciali più importanti”.

La richiesta è chiara: ripensare la mobilità con soluzioni che tengano conto delle esigenze di tutti — ciclisti, residenti e commercianti — restituendo a corso Buenos Aires il ruolo di vetrina vivace e accessibile della città.

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