Milano, la storica scuola paritaria Giovanni XXIII rischia il modello elitario. L’allarme delle famiglie: “Rette alle stelle e cambio di metodo educativo”
Oltre 100 famiglie temono per sessant’anni di storia e inclusione: il passaggio a una scuola internazionale bilingue aumenta rette e cambia il metodo educativo
La Scuola Paritaria Giovanni XXIII di Milano, fondata nel 1962 da Monsignor Recalcati e sostenuta dall’allora Arcivescovo Montini, si trova a un bivio critico. Per decenni presidio educativo di quartiere, luogo di inclusione e accoglienza, la scuola rischia oggi di trasformarsi in un modello internazionale bilingue dai costi elevati, escludendo molte delle famiglie storicamente coinvolte. L’allarme arriva da alcuni genitori, che hanno scritto all’Arcivescovo Mario Delpini chiedendo un confronto urgente con Don Fabio Landi, previsto per febbraio.
Dopo sessant’anni di attività basata sull’integrazione e sull’attenzione ai bambini con disabilità, la gestione attuale, Spazio Aperto Servizi (SAS) Scuole, ha annunciato che da settembre 2026 la struttura passerà sotto la direzione della “La Scuola International School” di San Francisco. Il progetto prevede un aumento sostanziale delle rette e un modello economico-pedagogico orientato a un’utenza esterna, riducendo drasticamente il legame con il territorio.
Rette in aumento e metodo rivoluzionato
Il passaggio a una scuola bilingue comporterà un aumento delle rette fino al 130% per la scuola dell’infanzia e primaria, mentre per le medie si stimano costi annui di circa 13.000 euro. La didattica sarà incentrata su una “full immersion” linguistica con l’80-90% delle ore in inglese, riducendo al minimo l’insegnamento dell’italiano. Una scelta che mette a rischio la continuità del Centro Autismo e l’attenzione ai bambini più fragili, compromettendo un modello educativo inclusivo.
I genitori temono per i loro figli: gli istituti vicini non hanno posti disponibili, lasciando le famiglie senza alternative. Gli interventi strutturali recenti, condotti senza preavviso e senza il ripristino corretto degli spazi, hanno aumentato le preoccupazioni su sicurezza e idoneità ambientale.
L’appello alla comunità e alle istituzioni
I genitori sottolineano che la Giovanni XXIII non è solo un edificio, ma un luogo di relazioni e crescita che incarna valori cristiani di vicinanza e solidarietà. L’appello è diretto alla Curia, affinché garantisca un confronto reale per la continuità educativa, e alle istituzioni civili, dal Ministro Valditare al sindaco Giuseppe Sala, per un’indagine immediata sull’impatto della trasformazione.
La comunità della Giovanni XXIII si dice pronta a difendere un patrimonio educativo unico, chiedendo che la scuola continui a servire il quartiere e non diventi un modello d’élite distante dai bisogni dei bambini.