Milano, ladro ucciso con 44 colpi di forbici: ad ottobre il processo, confermata l’aggravante di crudeltà
Milano – Prenderà ufficialmente il via il 22 ottobre 2025 il processo davanti alla Corte d’Assise di Milano per l’omicidio di Eros Di Ronza, 37 anni, ucciso la mattina del 17 ottobre 2023 durante un tentativo di furto in un bar di viale Da Cermenate. Imputati due cittadini cinesi, Shu Zou, 31 anni, e Liu […]
Milano – Prenderà ufficialmente il via il 22 ottobre 2025 il processo davanti alla Corte d’Assise di Milano per l’omicidio di Eros Di Ronza, 37 anni, ucciso la mattina del 17 ottobre 2023 durante un tentativo di furto in un bar di viale Da Cermenate. Imputati due cittadini cinesi, Shu Zou, 31 anni, e Liu Chongbing, 50 anni, rispettivamente nipote e marito della titolare dell’esercizio commerciale.
Accusa di omicidio aggravato: confermate le sevizie
Secondo quanto ricostruito dall’indagine condotta dalla Procura di Milano, i due avrebbero colpito Di Ronza con 44 colpi di forbici mentre cercava di scappare dopo aver tentato un furto di “gratta e vinci”. Le ferite letali, confermate dall’autopsia, avrebbero raggiunto vene, cuore, polmoni e fegato, configurando – secondo la Pubblica Accusa – l’aggravante delle sevizie e della crudeltà. L’arma usata sarebbe una forbice con lama di 11 cm.
Tentativo della difesa respinto: il processo resta immediato
Durante l’udienza preliminare, gli avvocati difensori Simone Ciro Giordano ed Eugenio Rogliani hanno sollevato eccezioni sull’imputazione, definendo l’aggravante “generica” e quindi illegittima. È stata richiesta la nullità del rinvio a giudizio con rito immediato. Tuttavia, i giudici Bertoja e Fioretta hanno rigettato tutte le istanze, compresa quella relativa alla costituzione di parte civile da parte dei familiari della vittima.
Familiari della vittima costituiti parte civile
La parte civile sarà rappresentata da Mirko Perlino e da altri legali incaricati dalla famiglia della vittima, inclusi la moglie e i tre figli di Di Ronza. Il processo si preannuncia delicato, anche per il forte impatto mediatico dell’episodio, avvenuto in pieno giorno e con modalità particolarmente cruente.