Milano, Lilt trasforma l’ex Hammam di Crescenzago nel più grande polo italiano per la prevenzione oncologica: apertura prevista nel 2027
Crescenzago, l’ex Hammam diventa Casa Lilt: investimento da 11 milioni
A Milano prende forma un progetto destinato a cambiare la rete della prevenzione oncologica nazionale. Entro la primavera del 2027, nel quartiere Crescenzago, sarà inaugurata la nuova Casa Lilt, destinata a diventare secondo gli organizzatori il più grande polo italiano dedicato alla prevenzione dei tumori. L’iniziativa nasce dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano, Monza e Brianza, che ha ottenuto in concessione un immobile comunale dismesso in via Civitavecchia, un ex Hammam rimasto inutilizzato. La trasformazione prevede un investimento complessivo di circa 11 milioni di euro.
Diagnostica avanzata e 50mila prestazioni annue in più
La struttura sarà organizzata come centro integrato di prevenzione e assistenza: ambulatori, diagnostica di ultima generazione e servizi di accompagnamento per i pazienti. Secondo il presidente di Lilt Milano Monza Brianza, Marco Alloisio, chirurgo all’Humanitas di Rozzano, la nuova sede consentirà di aumentare sensibilmente la capacità operativa dell’associazione. Il centro punta infatti a erogare fino a 50mila prestazioni aggiuntive ogni anno, contribuendo anche alla riduzione dei tempi di attesa, con particolare riferimento ad esami come le mammografie.
Dal trattamento alla prevenzione territoriale: il ruolo delle associazioni
Alloisio ha sottolineato come il modello si inserisca in una logica di integrazione tra ospedali e territorio. I centri oncologici ospedalieri restano centrali nella fase acuta della malattia, mentre la gestione del follow-up e del lungo periodo, che riguarda milioni di persone guarite o in remissione, può essere affidata a strutture territoriali e realtà associative. In Italia si stimano circa 4 milioni di persone che rientrano in questa categoria, un dato che rende sempre più rilevante la continuità assistenziale fuori dagli ospedali.
Una rete storica di prevenzione che si rafforza
Lilt è attiva a Milano da 78 anni e oggi opera attraverso sette centri di prevenzione. Nel solo 2025 ha garantito circa 150mila prestazioni. Il nuovo polo rappresenta un ulteriore ampliamento della rete, con un approccio che unisce diagnostica, prevenzione e promozione di corretti stili di vita. La stessa associazione definisce il progetto una sorta di “Casa della prevenzione”, in cui attività sanitarie e iniziative educative sulla salute si integrano in modo strutturale.
Rigenerazione urbana e nuovi spazi sociali: il modello Milano
Il progetto Lilt si inserisce nel più ampio piano di valorizzazione del patrimonio pubblico cittadino. Nel corso di un incontro a Palazzo Reale dedicato al riuso degli immobili comunali, il Comune ha illustrato diverse operazioni di rigenerazione urbana. Tra queste, la nascita di un hub in via XXIII Marzo dedicato a donne in condizioni di fragilità, inclusi percorsi di supporto per vittime di violenza. In via Calvi, invece, la storica Libreria delle Donne proseguirà la propria attività, affiancata da nuove realtà associative per creare un polo culturale e sociale.
L’assessore al Bilancio, Demanio e Piano Casa, Emmanuel Conte, ha sottolineato come il riutilizzo degli spazi pubblici inutilizzati rappresenti una leva di coesione urbana: immobili dismessi vengono trasformati in luoghi di assistenza, cultura e aggregazione. Una visione condivisa anche dal sindaco Giuseppe Sala, che ha ribadito la linea già adottata dal Comune: ridurre al minimo l’abbandono degli edifici pubblici e valorizzarli attraverso progetti sociali e culturali. Secondo Sala, la priorità resta quella di coinvolgere soggetti del territorio per dare nuova funzione a spazi altrimenti inutilizzati.