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Milano maglia nera per incidenti mortali sul lavoro: in Lombardia 37 vittime nei primi tre mesi del 2025

Lombardia al primo posto per morti sul lavoro secondo i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega

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Milano – La Lombardia si conferma, purtroppo, la regione italiana con il maggior numero di morti sul lavoro nel primo trimestre del 2025. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, sono stati 37 i lavoratori deceduti nei primi tre mesi dell’anno. Un dato in calo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando le vittime furono 41, ma che continua a rappresentare un segnale d’allarme per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Milano: prima per decessi e denunce di infortunio

Con 11 decessi registrati, Milano è la provincia lombarda più colpita, seguita da Bergamo (8 vittime) e Brescia (5). La provincia meneghina è inoltre al primo posto per numero complessivo di denunce di infortunio, con oltre 9.000 casi segnalati. Complessivamente, 26 morti si sono verificati durante l’attività lavorativa e 11 in itinere.

Province “rosse”: Cremona e Bergamo in cima all’indice di rischio

L’Osservatorio ha suddiviso le province lombarde in base all’incidenza degli incidenti mortali: Cremona e Bergamo sono indicate come zone ad alta criticità (classificate “rosse”), mentre Como, Brescia e Lecco seguono con tassi elevati. In fascia gialla, ovvero con rischio più contenuto, si trovano Mantova, Milano e Monza e Brianza. Nelle restanti province lombarde non sono stati registrati decessi nei primi tre mesi del 2025.

Industria manifatturiera al primo posto tra i settori più colpiti

Il settore che ha registrato il maggior numero di incidenti mortali in Lombardia è quello manifatturiero, con 3.304 denunce di infortunio in occasione di lavoro. Seguono, nell’ordine:

Trasporto e magazzinaggio: 1.386 denunce

Sanità: 1.283

Commercio: 1.264

Costruzioni: 1.094

Un trend che evidenzia la necessità di rafforzare le misure preventive in comparti chiave dell’economia regionale.

I dati demografici: la maggior parte delle vittime sono uomini, un quarto stranieri

L’analisi dell’Osservatorio evidenzia che la maggioranza degli incidenti riguarda lavoratori uomini, con una quota rilevante – circa il 25% – rappresentata da lavoratori stranieri. Un dato che richiama l’attenzione su una possibile maggiore esposizione al rischio legata alla precarietà contrattuale o alla scarsa formazione in materia di sicurezza.

Sicurezza sul lavoro: priorità per istituzioni e imprese

I dati confermano l’urgenza di potenziare le strategie di prevenzione, formazione e controllo nei luoghi di lavoro, soprattutto nei settori e nei territori a più alta incidenza. La sfida è garantire a tutti i lavoratori condizioni di sicurezza adeguate, riducendo drasticamente un fenomeno che ogni anno miete troppe vittime.

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