Milano ospiterà ESMO 2028, il congresso mondiale di oncologia: attesi oltre 35mila partecipanti a Fiera Milano
L’appuntamento della European Society for Medical Oncology si terrà dal 20 al 24 ottobre con oltre 170 Paesi rappresentati. Il turismo congressuale vale 2,5 miliardi l’anno e oltre 80mila posti di lavoro
Milano è stata scelta come sede dell’edizione 2028 del congresso della European Society for Medical Oncology, uno degli appuntamenti di riferimento a livello mondiale nel campo dell’oncologia medica. I lavori si terranno negli spazi di Fiera Milano dal 20 al 24 ottobre. Per misurare la portata dell’evento basta guardare al precedente: l’edizione di Berlino del 2025 ha richiamato oltre 35mila partecipanti provenienti da 174 nazioni.
Il confronto in Statale
Le ricadute attese sulla città sono state discusse all’Università degli Studi di Milano, nel corso della tavola rotonda “Milano e le scienze della vita, the full stack: Ricerca, Territorio e Grandi Eventi verso il 2028”. Al tavolo hanno preso parte l’assessora al Turismo Martina Riva, la rettrice dell’ateneo Marina Brambilla, il presidente eletto di ESMO e professore ordinario di Oncologia della Statale Giuseppe Curigliano, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso e Matteo Trezzi di Fiera Milano Congressi.
Il peso del comparto congressuale
Lo studio “Milan on the rise” di McKinsey quantifica il settore MICE, che comprende meeting, viaggi incentive, congressi e fiere: circa 2,5 miliardi di euro prodotti ogni anno nell’area milanese e più di 80mila occupati. Nel 2025 la città ha ospitato un centinaio di congressi internazionali, dei quali il 70% a carattere scientifico. Una concentrazione che rimanda alla densità del sistema locale di università, ospedali, centri di ricerca e imprese: la filiera lombarda delle scienze della vita esprime un valore della produzione attorno agli 85 miliardi di euro.
Riva: “Dietro ogni candidatura ci sono anni di lavoro”
Per l’assessora al Turismo l’assegnazione non è un fatto casuale, ma il risultato di relazioni internazionali costruite nel tempo, rese possibili dalla qualità del sistema scientifico cittadino e da infrastrutture adeguate. Riva individua però una partita che va oltre il ritorno economico immediato: fare in modo che eventi di questa scala lascino qualcosa di permanente sul territorio. Un criterio già applicato ai Giochi invernali, che l’amministrazione intende riproporre con ESMO, puntando in particolare sulle occasioni di contatto tra la comunità scientifica internazionale e le nuove generazioni.
Duecentomila studenti come interlocutori
Nei principali atenei milanesi studiano oltre 200mila persone, un bacino che colloca la città tra i poli formativi di rilievo nazionale e internazionale. Il congresso del 2028 offrirà l’occasione per rafforzare i collegamenti tra università, ospedali, centri di ricerca e imprese, e per mettere in contatto giovani ricercatori e studenti con professionisti provenienti da tutto il mondo.