Milano presenta al MIPIM il progetto di rigenerazione di Piazza d’Armi: parco urbano e 1.700 nuove case
Al MIPIM di Cannes Milano presenta il piano di riqualificazione di Piazza d’Armi: parco pubblico all’80% e nuove case a canone calmierato.
Milano guarda al futuro della rigenerazione urbana e lo fa sulla vetrina internazionale del MIPIM di Cannes, la più importante fiera mondiale dedicata al real estate. Nel Padiglione Italia è stato presentato il progetto di sviluppo sostenibile dell’area di Piazza d’Armi, nel quartiere Baggio, destinato a diventare uno dei più grandi interventi di trasformazione urbana della città.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Milano e Invimit SGR, società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze specializzata nella valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Il progetto è stato selezionato tra le proposte della Real Estate Selection 2026 promossa da ICE – Italian Trade Agency, che raccoglie le operazioni immobiliari italiane considerate più strategiche per attrarre investimenti internazionali.
Un grande parco urbano per la città
Il piano riguarda un’area di circa 424 mila metri quadrati e punta a coniugare sviluppo urbano e tutela ambientale. Il cuore dell’intervento sarà la creazione di un grande parco pubblico che occuperà circa l’80% dell’intera superficie, destinato a diventare uno dei polmoni verdi più estesi di Milano.
Il progetto prevede inoltre la salvaguardia del cosiddetto “Bosco delle averle”, uno spazio naturale di particolare valore paesaggistico e ambientale. Nel corso della progettazione è stata ridotta anche la volumetria edificabile, passata da 144 mila a 122 mila metri quadrati, per garantire un migliore equilibrio tra costruzioni e spazi verdi.
Nuove abitazioni e affitti sostenibili
Accanto al grande parco sorgerà un nuovo quartiere residenziale con circa 1.700 appartamenti. Una parte significativa delle abitazioni sarà destinata all’affitto a canone calmierato, con particolare attenzione ai dipendenti pubblici che lavorano nei servizi essenziali.
Secondo le linee del progetto, circa 700 alloggi saranno affittati con canoni sostenibili che non supereranno il 30% del reddito familiare netto. Gli altri appartamenti saranno immessi sul mercato a prezzi ordinari per garantire la sostenibilità economica dell’intervento.
Questo modello misto, che combina edilizia a mercato e abitazioni a prezzo accessibile, punta a favorire l’equilibrio finanziario dell’operazione e allo stesso tempo rispondere alla crescente domanda di case a costi contenuti nella città.
Un progetto a forte impatto sociale
L’iniziativa è pensata per avere una ricaduta positiva sull’intera comunità urbana. L’obiettivo è offrire nuove opportunità abitative soprattutto a quella fascia di popolazione definita “grigia”, composta da lavoratori che non rientrano nei criteri dell’edilizia popolare ma che faticano comunque a sostenere i prezzi del mercato immobiliare milanese. Il ruolo di Invimit sarà proprio quello di accompagnare l’operazione lungo tutto il processo di sviluppo, assumendosi parte del rischio per rendere attrattivo l’investimento anche per i capitali privati.
I prossimi passi della trasformazione
Dopo la firma del protocollo d’intesa tra Comune e Invimit avvenuta lo scorso dicembre, le parti stanno ora lavorando alla definizione della convenzione urbanistica che regolerà nel dettaglio l’intervento. La presentazione al MIPIM rappresenta un passaggio strategico per dare visibilità internazionale al progetto e attirare potenziali investitori interessati a partecipare alla trasformazione di una delle aree più estese ancora da riqualificare nel tessuto urbano milanese.