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Milano, raffica di furti al Principe di Savoia: microcamera in suite incastra addetta alle pulizie

Diciotto episodi in pochi mesi nel cinque stelle di piazza Repubblica

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Una lunga serie di furti consumati all’interno di uno degli hotel più prestigiosi di Milano si sarebbe conclusa con una trappola organizzata dalla sicurezza interna. Tra settembre 2025 e aprile 2026 il Principe di Savoia, struttura a cinque stelle di piazza della Repubblica, avrebbe registrato diciotto ammanchi nelle camere occupate dagli ospiti.
Denaro contante, gioielli, accessori di lusso e oggetti personali sarebbero spariti in diverse suite frequentate da clienti internazionali. La ripetitività degli episodi ha spinto la direzione ad avviare verifiche riservate.

Il sospetto interno e l’analisi dei badge elettronici

Secondo quanto riportato da Il Giorno, il responsabile della sicurezza dell’albergo avrebbe ricostruito accessi e movimenti attraverso i registri delle serrature digitali installate nelle camere. Dall’incrocio dei dati sarebbe emerso un elemento costante: nei casi denunciati risultava presente sempre la stessa lavoratrice, una donna di 32 anni impiegata per una società esterna addetta alle pulizie. L’ultimo episodio prima dell’intervento avrebbe riguardato due turiste straniere, alle quali sarebbero stati sottratti un bracciale di elevato valore, contanti e profumi.

La trappola nella stanza: borsa-esca e telecamera nascosta

Per ottenere un riscontro diretto, la direzione dell’hotel avrebbe organizzato un controllo mirato con la collaborazione di una cliente. In una camera sarebbe stata predisposta una borsa lasciata in vista contenente 2.200 euro in contanti, mentre una microcamera nascosta riprendeva l’area. Nel pomeriggio di venerdì, secondo la ricostruzione, il sistema di videosorveglianza avrebbe immortalato la dipendente mentre prelevava parte del denaro, per una somma pari a 840 euro.

Il fermo e e la confessione

Terminato il turno di lavoro, la donna sarebbe stata fermata dai dirigenti della struttura, che nel frattempo avevano già contattato i carabinieri del Radiomobile. Messa di fronte alle immagini registrate, avrebbe ammesso l’episodio appena avvenuto, restituendo il denaro sottratto poco prima.

Durante gli accertamenti successivi, la trentaduenne avrebbe inoltre riferito di essere coinvolta anche in altri furti avvenuti nei mesi precedenti. Ai militari avrebbe indicato che parte della refurtiva si trovava nella sua abitazione a Novate Milanese, nell’hinterland del capoluogo lombardo.

Gioielli e accessori recuperati nell’appartamento

Nel corso della perquisizione domiciliare, i carabinieri avrebbero rinvenuto diversi oggetti riconducibili agli ospiti dell’hotel: gioielli, occhiali, borse di pregio e anche il bracciale sottratto pochi giorni prima alle due turiste. Una parte del materiale recuperato sarebbe già stata identificata dal personale della struttura e potrà essere restituita ai legittimi proprietari.

La donna è stata denunciata in stato di libertà con le accuse di furto e ricettazione. Le verifiche investigative proseguiranno per accertare se tutti i diciotto episodi contestati siano riconducibili esclusivamente a lei oppure se vi siano eventuali altri soggetti coinvolti.

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