Milano rilancia il diritto all’abitare: parte da Gorla il piano per case accessibili
Parte da Gorla il Piano Casa Accessibile di Milano: nuove abitazioni a canone sociale per famiglie e lavoratori a reddito medio-basso.
Il Comune di Milano dà il via al suo Piano straordinario per la Casa Accessibile, un progetto che punta a garantire abitazioni dignitose e sostenibili per il ceto medio e le famiglie a reddito medio-basso. Il primo passo concreto parte da Gorla, quartiere situato lungo la linea rossa della metropolitana, dove 4.800 metri quadrati di proprietà comunale in via Demostene diventano il fulcro di un nuovo modello abitativo.
Il bando pubblico, aperto oggi, riguarda la concessione dell’area in diritto di superficie e rappresenta il primo tassello di una strategia che vuole restituire centralità al diritto alla casa come diritto di cittadinanza.
Un progetto per il ceto medio: affitti calmierati e gestione etica
L’avviso è rivolto a enti del Terzo Settore, cooperative sociali, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro, chiamati a presentare proposte tecniche ed economiche per la gestione degli immobili. Il modello proposto è chiaro: alloggi esclusivamente in affitto, con canoni annuali massimi di 80 euro al metro quadrato, non riscattabili per l’acquisto, e destinati a chi oggi è più penalizzato dal caro vita e dall’aumento dei costi abitativi.
Il progetto non si limita a costruire case, ma punta a creare spazi di comunità, aree verdi e servizi di prossimità, restituendo vitalità e coesione sociale a un quartiere simbolo della Milano popolare.
Conte: “Un gesto concreto di giustizia sociale e fiducia nel futuro”
“Con questo primo bando – dichiara Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa – iniziamo a realizzare la visione di una città che considera il diritto all’abitare parte integrante della cittadinanza. Via Demostene 10 non sarà solo un luogo di residenza, ma anche un centro di relazioni e servizi, un segno concreto di giustizia sociale e fiducia nel futuro”.
L’intervento, del valore stimato di circa 7 milioni di euro, prevede il completamento di due edifici esistenti (massimo cinque piani), la creazione di 1.500 metri quadrati di verde pubblico e la destinazione di parte del piano terra a negozi e servizi di quartiere, per promuovere un modello di rigenerazione urbana sostenibile e inclusiva.
Un piano che guarda avanti: più case e più inclusione
Questo intervento è solo il primo di una serie di bandi che il Comune lancerà nei prossimi mesi. L’obiettivo è ricucire il tessuto urbano e sociale, offrendo nuove soluzioni abitative a chi oggi rischia di essere escluso dal mercato immobiliare milanese.
“Una città è davvero inclusiva solo se chi la fa vivere ogni giorno può permettersi di abitarla – sottolinea Conte –. Il nostro Piano Casa va in questa direzione: costruire opportunità, rafforzare le comunità e restituire fiducia a chi crede nel futuro di Milano.”