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Milano, rinnovato il Protocollo per formazione e lavoro dei giovani detenuti del carcere Beccaria

Milano rinnova il Protocollo per i giovani del Beccaria: formazione professionale e lavoro per favorire reinserimento e stop recidiva.

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Nuovo passo avanti a Milano sul fronte del recupero e dell’inclusione sociale dei giovani detenuti. Presso la Prefettura di Milano è stato firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa dedicato ai ragazzi dell’Istituto Penale per i Minorenni Cesare Beccaria. L’accordo, già avviato il 20 dicembre 2024, punta a consolidare e ampliare i percorsi formativi e professionali all’interno dell’istituto, con l’obiettivo di offrire ai giovani detenuti competenze concrete e nuove opportunità per il futuro.

Una rete tra istituzioni, imprese e fondazioni

Il Protocollo conferma una collaborazione strutturata tra pubblico e privato. Tra i firmatari figurano, oltre alla Prefettura, il Tribunale per i Minorenni di Milano, il Centro per la Giustizia Minorile per la Lombardia, AFOL Metropolitana, associazioni di categoria e Adecco Group.

Un ruolo significativo è stato svolto anche da realtà del mondo fondativo e culturale, tra cui Fondazione Pirelli, Fondazione Baggi Sisini e Fondazione Corriere della Sera, che hanno sostenuto concretamente le attività formative. Una sinergia che rappresenta un modello di cooperazione responsabile per affrontare il tema della recidiva minorile.

Formazione artigianale e competenze certificate

Nel primo anno di attuazione del Protocollo sono stati attivati due moduli formativi in ambito artigianale, coinvolgendo complessivamente 22 giovani detenuti. Al termine dei percorsi, i partecipanti hanno ottenuto attestazioni ufficiali delle competenze acquisite, uno strumento fondamentale per facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro una volta concluso il periodo detentivo.

Obiettivo: ridurre la recidiva e favorire l’inclusione

Il rinnovo dell’Intesa rafforza l’impegno condiviso tra magistratura, amministrazione penitenziaria, istituzioni territoriali e mondo delle imprese nel promuovere percorsi concreti di inclusione. La formazione professionale, infatti, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire la recidiva e restituire ai giovani coinvolti una prospettiva di autonomia e dignità lavorativa.

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