Milano, sciopero Atm il 7 novembre: metro, bus e tram a rischio per 24 ore. Ecco le ragioni della protesta
Venerdì 7 novembre sciopero dei mezzi Atm a Milano: bus, metro e tram fermi per 24 ore. Il sindacato Al Cobas denuncia tagli, turni pesanti e promesse mancate.
Giornata difficile in vista per chi si muove a Milano con i mezzi pubblici. Venerdì 7 novembre scatterà uno sciopero di 24 ore indetto dal sindacato Al Cobas, che coinvolgerà il personale di Atm, l’Azienda Trasporti Milanesi. A rischio, dunque, il regolare funzionamento di metro, tram e autobus in tutta la città e nell’hinterland.
L’agitazione, di carattere territoriale, è stata confermata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Come di consueto, saranno garantite le fasce orarie di servizio essenziale, generalmente dall’inizio del servizio fino alle 8.45 e poi dalle 15.00 alle 18.00. Tuttavia, i disagi potrebbero estendersi a tutta la giornata, a seconda dell’adesione dei lavoratori.
Le motivazioni dello sciopero: “Tagli e condizioni sempre più difficili”
Al Cobas spiega le ragioni della protesta puntando il dito contro la gestione dell’ex amministratore delegato Arrigo Giana, ora a capo di Autostrade per l’Italia. Secondo il sindacato, la sua direzione avrebbe lasciato “una delle peggiori gestioni nella storia aziendale”.
“Negli ultimi anni – si legge nella nota – abbiamo subito tagli alle corse tra il 10% e il 18%, un peggioramento delle condizioni di lavoro e una riduzione del potere d’acquisto per i tranvieri milanesi. Come dirigente di Agens ha inoltre contribuito a una riduzione salariale del 20% in tre anni.”
Promesse disattese su contratti e orari
I lavoratori lamentano anche promesse mai mantenute sul rinnovo del contratto nazionale e sugli accordi locali per migliorare la qualità della vita lavorativa. “Entro giugno – ricordano – sarebbe dovuta partire la trattativa sulla parte normativa del contratto. A livello locale, si parlava di un nuovo accordo per conciliare lavoro e vita privata. Nulla è stato fatto, e i turni sono peggiorati.”
I disagi nei depositi Atm: “Più ore di lavoro, meno tutele”
Tra i punti più contestati, il caos nei depositi. “Al Sarca – spiegano – i conducenti sono costretti a spostamenti continui tra deposito e linea senza che il tempo venga retribuito. Le pause diventano spostamenti e i tempi di recupero scompaiono.”
Situazioni simili, aggiunge il sindacato, si riscontrano anche in altri depositi come Messina, dove “compaiono turni in bianco e un numero crescente di ‘disponibili’, che significa più tempo tolto alla vita privata e meno riposo reale”.
Le richieste del sindacato: più tutele e stop agli abusi sui turni
Al Cobas chiede maggiori garanzie sul diritto alla sosta e nuove misure di tutela per il personale.
“La pausa – dichiarano – è un diritto per il recupero psico-fisico e non può essere usata per coprire spostamenti o cambi di linea. In caso contrario, siamo pronti a ricorrere in tutte le sedi legali.”
Il sindacato chiede inoltre l’istituzione di un servizio navetta per i trasferimenti tra deposito e linea, e l’assenza di trattenute economiche o provvedimenti disciplinari legati ai ritardi dovuti ai turni disorganizzati.