Milano, sequestrata la stanza di un funzionario dell’Ufficio gip: sotto la lente la gestione dei beni confiscati
Un locale del Palazzo di Giustizia milanese, situato al settimo piano dell’edificio e utilizzato da un dipendente amministrativo dell’Ufficio gip, è finito sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Procura relativa alla gestione di beni e somme vincolati da provvedimenti giudiziari. I sigilli sono comparsi sulla porta della stanza nei giorni scorsi: inizialmente riportavano un avviso scritto a mano, poi sostituito da un cartello stampato con l’intestazione della Procura, recante la dicitura “Vietato l’accesso. Locale sotto sequestro”.
Un sequestro probatorio disposto dalla Procura
L’operazione sarebbe stata condotta dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri, nell’ambito di un fascicolo aperto dagli uffici della Procura di Milano, guidata da Marcello Viola. Si tratterebbe nello specifico di un sequestro di natura probatoria. Sull’inchiesta permane un riserbo pressoché totale: non sono al momento trapelate informazioni né sulle ipotesi di reato formulate dagli inquirenti, né sull’eventuale posizione assunta dal dipendente coinvolto negli accertamenti.
Il ruolo del funzionario nella gestione del Fondo unico giustizia
Dagli elementi finora emersi, il dipendente amministrativo rientrerebbe tra i soggetti autorizzati a occuparsi della gestione di beni e somme sequestrati destinati ad alimentare il Fondo unico giustizia, lo strumento che raccoglie denaro e proventi oggetto di sequestri e confische disposti nell’ambito di procedimenti penali, alimentato dalle risorse sottratte a indagati o condannati. La stanza posta sotto sequestro si trova all’interno del settore archiviazioni, sempre al settimo piano del tribunale, sebbene l’area nel suo insieme non risulti coinvolta direttamente nelle indagini.
Gli accertamenti risalirebbero alle giornate di giovedì e venerdì scorsi e potrebbero essere stati accompagnati da attività di perquisizione, oltre che da ulteriori provvedimenti di sequestro non ancora resi noti. Le verifiche degli inquirenti proseguono tuttora, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio le procedure seguite nella gestione dei beni oggetto del fascicolo, in un’indagine che al momento resta coperta da stretto riserbo istruttorio.