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Milano sfiora i 40 gradi, Pregliasco: “Rischio mortalità in aumento del 170%, serve un piano sanitario nazionale sul caldo”

L’ondata di calore che ha colpito Milano domenica 28 giugno, con temperature che hanno sfiorato i 40 gradi in città e superato quota 41 in provincia di Cremona, riaccende l’allarme sulle conseguenze sanitarie della crisi climatica. Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, richiama una stima […]

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L’ondata di calore che ha colpito Milano domenica 28 giugno, con temperature che hanno sfiorato i 40 gradi in città e superato quota 41 in provincia di Cremona, riaccende l’allarme sulle conseguenze sanitarie della crisi climatica. Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, richiama una stima secondo la quale nel capoluogo lombardo il rischio di mortalità legato al caldo potrebbe aumentare del 170%.

I dati che Pregliasco commenta provengono da uno studio pubblicato dall’Economist, secondo il quale tre soli giorni di caldo estremo potrebbero causare circa 12.000 decessi aggiuntivi in Europa. L’esperto precisa che si tratta di valutazioni basate su modelli statistici e non di un conteggio effettivo delle vittime, ma sottolinea che rappresentano “un segnale d’allarme che non possiamo permetterci di ignorare”. “Se Milano presenta una stima di incremento del rischio di mortalità del 170%, significa che anche il nostro Paese è pienamente esposto agli effetti del cambiamento climatico sulla salute”, osserva Pregliasco, past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International.

Le notti tropicali e chi rischia di più: anziani, fragili e malati cronici

A rendere più pericolose le ondate di calore non sono soltanto i picchi raggiunti nelle ore centrali della giornata, ma soprattutto la loro durata e le cosiddette notti tropicali, che impediscono all’organismo di recuperare durante le ore notturne. Le categorie più esposte sono gli anziani, le persone fragili e i pazienti affetti da patologie croniche. Per Pregliasco il caldo estremo non può più essere considerato un problema esclusivamente meteorologico: è una vera emergenza sanitaria che richiede risposte strutturali.

La proposta: un Piano nazionale di adattamento sanitario al caldo

Secondo il medico, l’Italia dovrebbe dotarsi di un Piano nazionale di adattamento sanitario al caldo, articolato su più fronti: monitoraggio epidemiologico in tempo reale, rafforzamento dell’assistenza territoriale, protezione attiva delle persone vulnerabili e una diversa progettazione urbana capace di ridurre le isole di calore. Pregliasco richiama anche il sistema SiSMG, già utilizzato per monitorare l’eccesso di mortalità durante le ondate di caldo: rendere pubblici i dati in modo rapido, sostiene, permetterebbe di intervenire con maggiore efficacia e di verificare l’impatto delle misure adottate. “Il cambiamento climatico non è un’emergenza futura”, conclude. “È una crisi sanitaria che stiamo già vivendo”.

Le rilevazioni Arpa

I dati delle centraline Arpa confermano la portata dell’ondata. A Milano, in piazzale Zavattari nella zona occidentale della città, intorno alle 17 di domenica sono stati sfiorati i 40 gradi, con temperature che in tutti i quartieri hanno comunque superato abbondantemente quota 37. Il valore più elevato registrato in Lombardia è stato quello di Spinadesco, in provincia di Cremona, dove la colonnina di mercurio ha oltrepassato i 41 gradi.

Le previsioni: caldo fino al 30 giugno, poi temporali forti da mercoledì

Le temperature elevate e le notti tropicali persisteranno fino a martedì 30 giugno, con temporali prevalentemente locali che non determineranno un reale sollievo diffuso. A partire da mercoledì 1 luglio e fino a venerdì 3 luglio aumenterà l’instabilità atmosferica, inizialmente al Centro-Nord e poi verso il Centro-Sud, con un calo delle temperature accompagnato però da rischio di fenomeni intensi: temporali forti, raffiche di vento, grandine e repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche.

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